In Agenda

Il GRIN divulga tutti gli eventi di un certo rilievo dedicati alla fotografia.
Questa attività è maggiormente intensa sulla pagina Facebook, per tanto si invita a prenderne visione dalla sintesi sottostante o direttamente su grin.grupporedattoriiconografici.

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La giuria del Premio Ponchielli si riunirà il prossimo 28 novembre alla Fondazione Forma Meravigli per la Fotografia, per scegliere i quindici finalisti del Premio Ponchielli 2018 e, tra questi, il suo vincitore. Presidente di giuria sarà Matteo Dore, direttore responsabile di Sport Week, il settimanale della Gazzetta dello Sport, da sempre appassionato di fotografia. La premiazione avverrà martedì 18 dicembre alle ore 21.00, alla Fondazione Forma Meravigli per la Fotografia, via Meravigli 5, Milano.

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Grande afflusso e tanto interesse anche quest’anno per le visite agli Archivi Aperti organizzati da GRIN con RETE FOTOGRAFIA. Il GRIN ringrazia Gian Paolo Barbieri, Ferdinando Scianna, Francesco Radino, Melina Mulas per l’Archivio Ugo Mulas, Maurizio Rebuzzini e  il Laboratorio Parolini  che hanno dato la loro grande disponibilità agli appassionati di fotografia aprendo le porte dei loro archivi straordinari. Studio Radino "Da Francesco Radino eravamo in cinque ma tutti estremamente appassionati e competenti. Francesco Radino e Cristina Omenetto ci hanno accolti in studio con grande generosità e ci hanno raccontato come è iniziata la loro carriera e come sono arrivati a creare un archivio importante e in continua evoluzione. Radino ha sottolineato la sua incapacità di appassionarsi e di praticare un unico linguaggio ma ha dichiarato, al contrario, di essere sempre stato interessato a tutte le possibili diversificazioni che la fotografia gli propone”. Giovanna Calvenzi Ph. Giovanna Calvenzi Archivio Ugo Mulas "All'archivio Ugo Mulas eravamo una decina e siamo stati accolti da Melina Mulas e da Alessandra Pozzati che ci hanno illustrato le diverse tipologie di materiali che l'Archivio conserva. Hanno raccontato l'attività di catalogazione, di conservazione e il loro rapporto con il mercato editoriale e il mercato dell'arte. Con grande competenza Alessandra Pozzati ci ha mostrato negativi, provini, stampe, ed è entrata nel merito degli interessi e delle realizzazioni di uno degli autori più importanti della fotografia non solo italiana”. Giovanna Calvenzi Ph. Giovanna Calvenzi Parolini Lab "Daniela Patrizio e Valentina Parolini hanno svelato le tecniche di stampa tradizionali con una dimostrazione pratica a cui è seguita una piacevole conversazione sulla tecnica e sulla realtà contemporanea dei laboratori fotografici analogici “. Giovanna Bertelli Ph. Giovanna Bertelli Archivio Maurizio Rebuzzini "A parte la quantità e qualità di presenza “fotografica” nel mio spazio operativo (studio? redazione di FOTOgraphia? accumulazione di testimonianze eterogenee, da apparecchi e accessori storici al cinema, da fumetti ai definibili gadget?), ciò che mi pare faccia la differenza, stabilendo un passo, identificando una personalità, è il loro collegamento ideale e individuato. Nulla è per se stesso -come, peraltro, pure è-, ma tutto ruota attorno un’idea sovrastante di apprezzabile vitalità. Nella visita di martedì ventitré settembre, mi auguro che questo sia stato precisato e definito, oltre che evidenziato. Del resto, libri e oggetti, nello specifico riferiti alla Fotografia, qualsiasi cosa questa significhi per ciascuno di noi, non sono aridi punti di arrivo, ma -come tanto altro- straordinari s-punti di partenza (soprattutto, privilegiati). Cosa si è voluto sottolineare, nel cammino comune all’interno della materia convenuta (la Fotografia)? Semplice: che le cose, come i luoghi, hanno un proprio significato, come le parole, e ognuno di noi può leggerle come se fossero (in) un libro. Pensiamo anche a un apparecchio fotografico, a un obiettivo, a un accessorio, a un libro, a una carte-de-visite: sono come frasi, che hanno un proprio significato. Ringrazio i convenuti, i partecipanti, augurandomi di aver lasciato/trasmesso loro qualcosa. Ringrazio il Grin (Gruppo Ricercatori Iconografici Nazionale), per aver inteso il mio passo come opportuno in qualsivoglia percorso fotografico. Ringrazio i miei oggetti (libri, gadget, film, apparecchi fotografici e contorni), per essersi resi disponibili a questo racconto". Maurizio Rebuzzini Ferdinando Scianna "Buongiorno, che  cosa posso raccontarvi ? Ferdinando Scianna non finisce mai di sorprendermi anzi stupirmi, in ogni incontro in ogni occasione in cui ho la fortuna di incontrarlo e poterlo ascoltare. Perché ? Non finisce di stupirmi per la sua generosità  e  umiltà ! Per due ore  si è raccontato, ha spiegato/narrato il suo lavoro a partire dalle prime foto in Sicilia, passando  per “feste religiose in Sicilia", il suo lavoro di Reporter negli anni 60 culminato con l’Europeo dove iniziando da fotografo reporter  diviene corrispondente  a Parigi. La moda iniziata con il memorabile incontro/avventura con Marpessa grazie ai cataloghi fatti con e per  Domenico Dolce  e Stefano Gabbana in una Sicilia di sogno ma allo stesso tempo così vera così forte, mai finta. Ha raccontato dei tanti libri  ognuno dei  quali  considera come  punto di arrivo e riflessione del periodo in cui vengono stampati, della fatica e grande passione nel farne (circa 50 !). E, altrettanto efficace,  Scianna lo è stato nel descrivere la sua “terribile” e faticosa avventura nel catalogare e creare il suo archivio, la sua memoria non ne aveva bisogno ma l’averlo fatto è stato strumento preziosissimo  per il progettare  i libri fatti negli ultimi 10 anni. Libri che partendo dai primi passi  della sua memoria (non digitale) fanno sì che nasca  Quelli di Bagheria libro fatto con le prime foto fatte  in giovanissima età, foto che raccontano tra immagini e parole un mondo  ancora una volta magico ma terribilmente vero, reale NON artefatto. Visti e Scritti, libro di ritratti è  definizione troppo comoda, dove  l’immagine  e lo scritto  narrano i tanti incontri uno più interessante dell’altro con  Artisti, Intellettuali e tante/i  Donne/Uomini (ognuno mai qualunque). Ti mangio con gli occhi,  un divertente e  emozionante viaggio attraverso tante foto e ricordi di una dei azioni più importanti per gli esseri umani mangiare, i sapori, il ricordo dei sapori  e dell’esperienza del vivere. E tanti altri ancora. Per due ore si è raccontato/dato, con umilta’ (Ferdinando da giornalista saessere conciso e allo stesso temp esauriente, quindi non stupitevi) agli ospiti di questo incontro organizzato. All’ uscita mi parevano tutti un poco “stregati” e affascinati da Scianna, come lo sono anche ed ancora io, che ho avuto il piacere/onore di lavorare e conoscerlo da  tanti anni". Alfredo Albertone Ph. Alfredo Bertone Fondazione Gian Paolo Barbieri “Due visite alla Fondazione Gian Paolo Barbieri hanno aperto a un pubblico numeroso lo studio di uno dei più grandi fotografi italiani, partendo da una proiezione sulla sua carriera a partire dagli esordi negli anni Sessanta. E poi l’archivio ricchissimo di provini, stampe iconiche e il grande tavolo con tutti i suoi volumi da sfogliare. Senza dimenticare la mostra L’Estetica della Ribellione IL Sessantotto, allestita per l’occasione, nel salone principale dove Gian Paolo Barbieri ha presentato le fotografie più famose di quegli anni, espressione della sua totale libertà creativa, della sua cultura teatrale e cinematografica e della sua genialità senza pari. Accanto alle immagini, realizzate con
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Per Fondazione Gian Paolo Barbieri – L’autore e Mariateresa Cerretelli – Photo editor GRIN Per Francesco Radino – L’autore e Giovanna Calvenzi – Photo editor GRIN Per Maurizio Rebuzzini – L’artefice della Biblioteca e un Photo editor GRIN Per Ferdinando Scianna – L’autore e Alfredo Albertone- Photo editor GRIN Per Archivio Ugo Mulas – Melina Mulas e Alessandra Pozzati – Giovanna Calvenzi – Photo editor GRIN Per Laboratorio Patrizio Parolini – Gli stampatori e Giovanna Bertelli – Photo editor GRIN

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Convegno organizzato da SISF-Società Italiana per lo Studio della Fotografia in collaborazione con UNITUS-DISUCOM – Dipartimento degli Studi di Umanistica, della Comunicazione e del Turismo, Università degli Studi della Tuscia

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L’Accademia Filarmonica di Casale Monferrato prosegue nel ciclo degli incontri sulla fotografia con Giovanni Gastel. La conversazione Fashion Femminilità Fotografia si terrà sabato 12 maggio dalle ore 18.00

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L’ARCHIVIO DI CARLA CERATI, PROPOSTO DAL GRIN, HA VINTO LA I° edizione del “Premio Archivi Aperti”. Il premio è promosso da MIA Photo Fair, con il patrocinio di Rete Fotografia e con il supporto della maison svizzera di orologeria Eberhard & Co. e di IO Donna, il femminile del Corriere della Sera di RCS Mediagroup, e realizzato in collaborazione con AFIP International – Associazione Fotografi Professionisti (“AFIP International”), Associazione Nazionale Fotografi Professionisti TAU Visual (“TAU Visual”) e Associazione GRIN – Gruppo Redattori Iconografici Nazionale (“GRIN”), soci di Rete Fotografia. Menzione d’onore a Gianpaolo Barbieri e a Paola Mattioli. L’archivio di Carla Cerati, come scrive Giovanna Calvenzi, “rimane come strumento formidabile per la conoscenza della nostra storia recente ma anche e soprattutto a testimonianza del lavoro appassionato realizzato nell’arco di un trentennio da una straordinaria, onnivora fotogiornalista”. Mariateresa Cerretelli LINK ALLE MOTIVAZIONI DELLA GIURIA SUL SITO WEB MIA PHOTO FAIR Nel suo sito (www.carlacerati.com), al quale si è a lungo dedicata negli ultimi anni, Carla Cerati riporta un’intervista che nel 1977 le ha fatto Etta Lisa Basaldella. L’intervistatrice le chiede: “Cosa provi quando riesci a fare una fotografia proprio come l’avevi pensata?”. E Cerati risponde: “Un’allegria folle”. Una frase datata, certo, ma che sintetizza con efficacia la relazione che per tutta la sua vita ha caratterizzato la relazione di Carla Cerati con la professione di fotografa, prima, di scrittrice poi. Scomparsa il 19 febbraio, Carla Cerati per quasi trent’anni è stata osservatrice acuta della realtà milanese, italiana e non solo. Poi la scrittura ha avuto il sopravvento ma le sue immagini rimangono implacabili e spesso impietose per raccontarci un trentennio della nostra storia. Nel 1960, già madre di due figli e “senza sapere ancora come si sviluppa un rullino” – come lei stessa raccontava - , inizia a collaborare con il regista Franco Enriquez al Teatro Manzoni di Milano. Tuttavia molto velocemente i suoi interessi fotografici si ampliano e inizia a fotografare i giovani, i luoghi dell’industria, i volti di intellettuali e scrittori che frequentano la libreria Einaudi, la città in trasformazione. Crede, dichiarerà più tardi, che la fotografia possa contribuire a cambiare la società e con occhi disincantati guarda e fotografa il mondo che le sta attorno. Nel 1968, con Gianni Berengo Gardin e in collaborazione con lo psichiatra Franco Basaglia, inizia a fotografare nei manicomi italiani. “Morire di Classe” (Einaudi, 1969), che raccoglie le loro immagini, diventerà un libro di culto, una testimonianza dolorosa che costringe gli italiani ad aprire gli occhi sulle spaventose condizioni di vita negli ospedali psichiatrici e che avrebbe contribuito nel 1978 all’approvazione della legge sulla loro chiusura. Con lo stesso sguardo acuto Carla Cerati fotograferà la “Milano da bere” (che diventerà un libro dal titolo “Mondo Cocktail”, Amilcare Pizzi, 1974) ma anche i movimenti sociali e politici, gli scontri di piazza, le manifestazioni, gli scioperi, le femministe, i processi, i funerali, che dal 1968 alla fine degli anni Settanta caratterizzeranno la vita della città. Le sue fotografie raccontano momenti divenuti epocali, la trasformazione della società italiana, la storia di una generazione e dei suoi protagonisti. Poi esplorerà anche il nudo femminile (“Forma di donna“, 1978), il teatro, la danza (con Valeria Magli realizza una serie di immagini intitolata “Capricci”, 1984-86) fino a decidere, alla fine degli anni Ottanta, di abbandonare il fotogiornalismo, “disillusa – come lei stessa scrive - dai meccanismi opportunistici e sbrigativi che ormai dominano il settore”. Il suo archivio, perfettamente organizzato da lei stessa negli ultimi anni, rimane come strumento formidabile per la conoscenza della nostra storia recente ma anche e soprattutto a testimonianza del lavoro appassionato realizzato nell’arco di un trentennio da una straordinaria, onnivora fotogiornalista. Giovanna Calvenzi Immagini dall'archivio CARLA CERATI
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In occasione della PhotoWeek l'iniziativa del GRIN Archivi aperti ha dato modo di conoscere l'archivio storico dell'Associazione Italia Russia. Reportages sociali sull'URSS tra il 1950 e il 1990 circa. E' stato presentato il progetto di conservazione e valorizzazione, raccontata la nascita e crescita della raccolta e infine mostrato l'archivio in cui sono custodite le fotografie originali. Il pubblico ha mostrato grande interesse e curiosità auspicando nuove iniziative in tal senso. GIOVANNA BERTELLI
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Nell'ambito della seconda edizione di Archivi Aperti, durante la PhotoWeek, Parolinilab ha aperto i suoi spazi condivividendo con un ristretto gruppo di visitatori le conoscenze e le tecniche della stampa fotografica tradizionale e la magica esperienza della camera oscura. Daniela e Patrizio Parolini ci hanno raccontato la storia del famoso laboratorio, fondato nel 1973 e diventato punto di riferimento per professionisti ed amatori. Ci hanno parlato del mestiere raro dello stampatore, mostrando i libri di riferimento della loro biblioteca e raccontando aneddoti dei molti fotografi che hanno frequentato lo studio. Abbiamo analizzato prove di stampa di immagini celebri e esperimenti con materiali ricercati, dalle carte ai bagni dei viraggi. Infine insieme a Patrizio e alla figlia Valentina, seconda generazione, abbiamo partecipato alla stampa analogica di alcuni negativi dell'archivio familiare, vivendo l'emozione della nascita di una fotografia. Testo e foto di Naima Mancini
Atelier di Roger Corona
È stata una conversazione ricca e stimolante con ROGER CORONA che ha narrato il suo percorso fotografici,dagli esordi alla scoperta del nudo, alle sue Femmes Extremes, nudi erotici  delle Pornostar di uno stile e di un rigore che ancora oggi a distanza di più di vent’anni lasciano senza fiato per bellezza e potenza fotografiche. E poi la parentesi dei suoi ritratti, fino ad arrivare ai nuovi lavori e alla sua ricerca che non si esaurisce mai ma continua a trovare nuovi spunti con una naturalezza che appartiene ai veri talenti. Mariateresa Cerretelli
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Un grande incontro che ha emozionato tutti i presenti. L’esordio con il video sulla storia  fotografica  di Barbieri ha svelato la grandezza di un fotografo italiano che ha saputo esaltare la bellezza femminile della donna sulle riviste e nella pubblicità  attraverso una creatività e una raffinatezza inesauribile. E poi con estrema generosità l’autore ha raccontato le sue immagini, ha mostrato negativ , stampe, libri e pubblicazioni . E per finire tutti i partecipanti sono stati invitati a visitare la mostra In Viaggio alla 29ARTS IN PROGRESS Gallery, in via san Vittore 13/15 a Milano per ammirare trenta opere , tra cui vintage ai sali d’argento e polaroid, scattate a partire dagli anni Ottanta nel corso dei suoi viaggi in paradisi tropicali come Tahiti, Madagascar e Seychelles. Mariateresa Cerretelli
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MilanoMeravigli è una open call permanente che in quattro sessioni premierà ogni volta la foto che meglio racconta la città di Milano. Il premio è a partecipazione libera e aperto a tutti i fotografi, senza alcuna limitazione di età o nazionalità. Le immagini potranno essere inedite o già esistenti; l'unica regola è che Milano sia il soggetto principale. Scelte da una giuria formata da esperti del settore e da figure eminenti della città, le quattro fotografie premiate avranno un riconoscimento economico pari a 1.000€ e verranno esposte in grande formato nelle vetrate di Forma Meravigli della Galleria Meravigli. Al termine dell'esposizione, la stampa realizzata verrà consegnata all'autore. L'allestimento sarà poi completato dalle fotografie storiche della città realizzate dai maestri della fotografia che durante loro carriera hanno raccontato visivamente Milano nelle sue diverse fasi. Il primo appuntamento è da mercoledì 10 maggio, data di apertura della prima call, con un omaggio importante e doveroso a Gabriele Basilico: in esposizione una sua suggestiva veduta di Milano e di piazza Duomo. Open Call 1 | Premiazione a luglio 2017 | Iscrizione entro il 10/06/2017 Open Call 2 | Premiazione a settembre 2017 | Iscrizione entro il 10/07/2017 Open Call 3 | Premiazione a novembre 2017 | Iscrizione entro il 10/10/2017 Open Call 4 | Premiazione a gennaio 2018 | Iscrizione entro il 10/12/2017 Le proposte di partecipazione devono includere: da 1 a un massimo di 3 immagini digitali (a colori o in bianco e nero): in formato jpg, risoluzione 72 dpi, con lato corto di minimo 1080 pixel; di peso massimo di 10 MB ciascuna; i file devono essere accompagnati da didascalia, tramite la compilazione degli appositi campi corrispondenti. Una breve biografia del fotografo Un testo di presentazione del lavoro Consulta il regolamento completo. Per informazioni scrivere a info@formafoto.it Il progetto è stato realizzato con Fondazione Cariplo, tra le realtà filantropiche più importanti del mondo con oltre 1000 progetti sostenuti ogni anno per 144 milioni di euro e grandi sfide per il futuro. Giovani, benessere e comunità le tre le parole chiave che ispirano oggi l'attività della fondazione. "Dalla coesione tra le persone parte la nostra piccola rivoluzione - Giuseppe Guzzetti, Presidente - perchè ciascuno dia il proprio contributo per fondare il futuro della nostra società su quei principi di solidarietà e di innovazione sociale che sono alla base dell'operato di Fondazione Cariplo" #conFondazioneCariplo. #MilanoMeravigli #ConFondazioneCariplo REGISTRATI
Raffaela Mariniello, Eremo, 2016

Capri: un’isola per la fotografia. La Collezione ideale A cura di Denis Curti Certosa di San Giacomo, Quarto del Priore, Capri Inaugurazione sabato 24 giugno ore 19.00 Periodo: 25 giugno – 23 luglio 2017 Dopo le esperienze espositive di grande successo dedicate alla fotografia, dalla mostra del barone Von Gloeden (2009) a Mimmo Jodice (2010), da Herbert List e Maurizio Galimberti (2011), a Irene Kung e Ferdinando Scianna (2012) inoltre Francesco Jodice e Olivo Barbieri (2013), per proseguire con i Ritratti di Giovanni Gastel (2014) la mostra di Massimo Siragusa (2015) e la monografica di Luigi Ghirri (2016) la Fondazione Capri rilancia e prosegue la propria attività culturale e artistica con una nuova mostra alla Certosa di San Giacomo:

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Il Ma.Co.f, Centro della Fotografia italiana, con sede a Brescia, annuncia la pubblicazione del bando per partecipare alla I Edizione del “Premio Mario Dondero, Dalla parte dell’uomo”; dedicato a un irriducibile interprete della fotografia umanista del secondo Novecento, un premio annuale alla fotografia di testimonianza e di impegno civile. Il modulo di iscrizione e il regolamento sono online sul sito www.macof.it. Il Premio Mario Dondero è inoltre inserito come evento nel più grande circuito del Brescia Photo Festival, festival della fotografia di Brescia (per info www.bresciamusei.it) Premio Mario Dondero, Dalla parte dell’uomo Il Ma.Co.f, Centro della Fotografia italiana, con sede a Brescia, ha il piacere di annunciare la pubblicazione del bando per partecipare alla I Edizione del “Premio Mario Dondero, Dalla parte dell’uomo”. Con il duplice obiettivo di celebrare il nome del grande fotografo recentemente scomparso, e di inaugurare un lavoro di mappatura dell’attuale produzione fotografica relativa all’ambito del reportage, il Premio si rivolge a tutti i fotografi, dilettanti o professionisti, italiani e stranieri con l’unico vincolo della maggiore età, che possono partecipare con un lavoro inedito prodotto negli ultimi tre anni. Una giuria selezionata, composta dai due fotografi Gianni Berengo Gardin e Uliano Lucas, dallo storico della fotografia Walter Guadagnini, dall’art-director Gianluigi Colin, da Renato Corsini, in rappresentanza del Ma.Co.f, e da Maddalena Fossati Dondero in rappresentanza della famiglia Dondero, decreterà il vincitore a cui verrà donato un corrispettivo in denaro pari a 3.000 euro. Il modulo di iscrizione e il regolamento sono online sul sito www.macof.it. Le iscrizioni sono aperte fino al 14 giugno 2017. Scaduto tale termine la giuria si riunirà per stabilire il vincitore e per selezionare i lavori che, ricevendo menzione d’onore, formeranno la mostra collettiva mirata a illustrare la situazione attuale del genere del reportage. Il Premio Mario Dondero è inoltre inserito come evento nel più grande circuito del Brescia Photo Festival, festival della fotografia quest’anno alla sua prima edizione.       Le ragioni del premio “Nato a Milano nel 1928, Mario Dondero è stato un appassionato interprete della fotografia “umanista”, di testimonianza e d’impegno civile che ha segnato la storia del secondo Novecento. Formatosi nell’Italia degli anni cinquanta, in un’epoca attraversata da grandi idealità politiche che scopriva la fotografia come strumento d’indagine e racconto della società, ha lavorato per tutta la vita come fotografo freelance portando avanti un suo originale impegno di testimonianza, di confronto e scoperta del mondo, molto lontano dalle tendenze della stampa del suo tempo, spesso legate all’intrattenimento e alla foto illustrativa e “mitopoietica”. La fotografia era per lui un mezzo “per incontrare uomini e donne di origini e paesi diversi, gente famosa o ignota, ma carica di una speciale umanità”, un modo per aprirsi al mondo e stare dalla parte della gente. Con un stile piano, che non cercava mai la foto ad effetto, che rifuggiva lo scoop e il sensazionalismo, ha seguito e documentato avvenimenti e processi storici del suo tempo, ma soprattutto ha colto la quotidianità del vivere, i rapporti umani. Ecco allora reportage come quelli sull’Algeria nei giorni dell’Indipendenza, sul maggio francese, sulla Berlino dell’89, sull’attività dell’associazione Emergency in Afghanistan negli anni 2000 ed i racconti sul mondo contadino della bassa padana, sulla vita nei paesi della Spagna e del Portogallo, sui villaggi del Mali, del Senegal, del Niger, con la loro economia di sussistenza e la loro cultura tradizionale. Nello stesso tempo Dondero si è fatto anche voce di un mondo intellettuale che condivideva le sue stesse idealità politiche e il suo impegno sociale, seguendo, in particolare negli anni cinquanta e sessanta, i percorsi di una stagione culturale di estrema vivacità: la Nouvelle Vague e il cinema di Bertolucci e di Pasolini, gli artisti di Piazza del Popolo, il teatro di Ionesco e il Nouveau Roman, i nuovi orizzonti del pensiero critico e politico. Il premio nasce quindi come un omaggio a questo autore che ha saputo essere tenacemente controcorrente, un omaggio alla cultura e alla dolcezza del suo sguardo, ed è destinato a chi, fra i fotografi attivi in questi anni, cerca di raccogliere il testimone del suo impegno e di portare avanti la sua visione della fotografia. Con esso si propone un’occasione per seguire e valorizzare le esperienze del fotogiornalismo e della fotografia contemporanea d’impegno civile, tracciando anno dopo anno, una mappatura dell’attuale panorama del reportage d’indagine sociale, anche attraverso l’organizzazione di una mostra collettiva legata al premio. In un testo degli anni Ottanta Mario Dondero scriveva: “Mentre diventano sempre più labili i confini fra giornalismo e pubblicità, la fotografia testimonianza sta perdendo terreno nei confronti della fotografia spettacolo. Cresce magari la finzione tecnica, l’involucro estetico, ma si fa debole il discorso interiore. Il documento semplice e duro lascia il posto all’illustrazione elegante, alla macchia cromatica fine a se stessa. Quella che Willy Ronis chiama la ‘photo humaniste’, la ‘concerned picture’ cara a Simon Guttmann, la ‘foto d’impegno civile’, come la si è chiamata in Italia mi sembra perdere punti nei confronti di immagini nelle quali l’attenzione è volta ad altri temi, ad altri interessi”. Ecco, il premio Dondero si rivolge a chi tenta invece di portare avanti, in un diverso contesto storico e culturale, questa tradizione.”                     Tatiana Agliani e Olivia Corsini           Ufficio stampa Laura Giancaterina 345 5447029 info@macof.it
Luciano Viti "Frank Zappa"
 Tiratura 28 copie
Stampa fine art da Laboratorio professionale Bugionovi Fotogramma 24 (Roma) Carta Hahnemühle Fine art baryta 325gsm
formato 30 cm x 30 cm

Torna la seconda edizione di PARMA 360 FESTIVAL DELLA CREATIVITA’ CONTEMPORANEA con un programma ricco di iniziative ed eventi Dopo il grande successo di pubblico dello scorso anno, torna nella città di Parma la seconda edizione di Parma 360 Festival della creatività contemporanea: uno sguardo a 360° sul sistema della creatività contemporanea italiana e un focus sulla creatività emergente.   Dal 1 aprile al 14 maggio 2017, in diversi spazi istituzionali e privati della città di Parma,   è in arrivo un programma ricco di mostre, installazioni ed eventi di fotografia, pittura, illustrazione, grafica e musica:  ovvero l’arte come motore di crescita e trasformazione sociale.

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Dal 20 aprile al 20 giugno parte Photofestival: 151 mostre fotografiche d’autore diffuse in 95 spazi espositivi di Milano e dell’hinterland. Per due mesi, la città diventa una grande mostra collettiva con gallerie, musei, biblioteche, spazi pubblici e privati aperti ad autori affermati e talenti emergenti. Un’edizione ricca di novità, nell’anno della prima Milano Photo Week.

Claudio Gobbi
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Media: Archival Pigment Print
Size: 95 x 64 cm
Notes: Edition: 5 + 2AP

Nell’ambito di MIA Photo Fair, il Premio BNL Gruppo BNP Paribas, giunto alla sua sesta edizione, è stato assegnato a Claudio Gobbi (Ancona, 1971), presentato dalla We Gallery di Berlino, con l’opera Ural Studies, un paesaggio romantico e nostalgico, che entrerà nella collezione, consistente in più di 5.000 opere, dell’istituto di credito.

AFLIN Onlus - 100 Obiettivi di AFLIN - Progetto Fotografico-2

AFLIN – Fior di Loto India Onlus – associazione che opera da diversi anni nell’ambito dell’assistenza sociale e sanitaria nel subcontinente indiano, favorendo l’istruzione e la tutela dei diritti delle donne e dei bambini – presenta il progetto Fotografia come mezzo di documentazione e racconto – Il reportage, che prenderà avvio il prossimo 20 Febbraio.

CARPE DIEM - COGLI L'ATTIMO

Lo studio legale Albè & Associati di Busto Arsizio, in collaborazione con Afi – Archivio Fotografico Italiano, ha istituito il concorso fotografico CARPE DIEM – COGLI L’ATTIMO, in occasione del Festival Fotografico Europeo 2017 (18 marzo – 30 aprile). Il bando è rivolto a tutti i fotografi italiani e amatoriali under 35.

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  Torna con la sua settima edizione la fiera della fotografia d’arte diretta da Fabio Castelli e Lorenza Castelli. Tra le novità di quest’anno, i Focus sul Brasile e sulla regione delle Asturie (Spagna) e i progetti dedicati alla performance.

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Uno degli Archivi fotografici più importanti di Firenze si apre alla città con la sua prima mostra monografica. Il 9 gennaio 2017, a Palazzo Pitti, Andito degli Angiolini, inaugura la mostra dal titolo Fashion in Florence through the lens of Archivio Foto Locchi: 100 rarissimi scatti dagli anni ‘30 ai ’70 del Novecento raccontano la storia della moda a Firenze attraverso l’obiettivo dei fotografi della ‘bottega’ Foto Locchi.

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Milano, 19 dicembre 2016 – Si è svolta oggi la visita in anteprima al nuovo spazio della Fondazione Prada a Milano, Osservatorio. Dedicato alla fotografia e ai linguaggi visivi, Osservatorio è situato in Galleria Vittorio Emanuele II, al quinto e sesto piano di uno degli edifici centrali, al livello della cupola in vetro e ferro che copre la Galleria.

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La Fondazione Solomon R. Guggenheim ha acquisito sei preziose stampe in bianco e nero della celebre fotografa americana Berenice Abbott (1898 – 1991), che nel 1942 immortalò la pionieristica galleria-museo newyorkese di Peggy Guggenheim Art of This Century.

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SIENA. Fotografi di tutto il mondo preparatevi: è già tempo per una nuova edizione del concorso Siena International Photography Awards, meglio conosciuto come SIPAContest. Da oggi, giovedì 15 dicembre, ci sono due mesi di tempo per partecipare: i fotografi professionisti, dilettanti e amatori di tutto il mondo potranno inviare le foto più belle del proprio portfolio fino al 15 febbraio 2017. Le categorie in gara restano dieci: libero colore; libero monochrome; viaggi & avventure; persone e volti accattivanti; la bellezza della natura; animali nel loro ambiente naturale; architettura e spazi urbani; sport in azione; portfolio storytelling e il ghiaccio fragile, tema dell'anno 2017. Ghiaccio fragile, categoria novità 2017. Ghiacciai e regioni polari in un pianeta che cambia: è anche su questo tema che i fotografi saranno chiamati a sfidarsi con l’obiettivo di rappresentarne bellezza e fragilità. “Sebbene il ghiaccio abbia il potere di scolpire le montagne e di creare praterie e laghi, la sua forza sta diminuendo giorno dopo giorno - sottolinea il direttore artistico del SIPAContest, Luca Venturi. Per questo abbiamo scelto di accendere i riflettori su questa tema. Cerchiamo immagini nella parte più settentrionale della terra o più a sud, in Antartide, che mostrino la sua incredibile bellezza: elegante e fragile. Questa raccolta di fotografie catturate in ogni parte del mondo farà da stimolo a una serie di attività e iniziative, che sveleremo nel corso dei prossimi mesi, sia a carattere divulgativo che scientifico, sul tema del progressivo scioglimento dei ghiacciai artici causato dal riscaldamento globale”. Giuria internazionale, le new entry. Saranno anche quest’anno molti i componenti della giuria cui spetterà il difficile e stimolante compito di valutare le immagini in concorso. Tra loro alcune tra le firme più prestigiose della fotografia mondiale: insieme a Melissa Farlow, Beth Wald e Tomasz Tomaszewski, già in giuria nell’edizione 2015 e 2016 del contest, entrano Ben de la Cruz, pluripremiato video produttore documentarista e giornalista multimediale, nonché picture editor della rete pubblica americana NPR; David Lazar, fotografo di viaggio australiano e Marco Pinna, redattore di National Geographic Italia per cui copre il ruolo di photoeditor e ricercatore iconografico. Conferme per altri nomi illustri: Ami Vitale, fotografa e regista di reportage, Nikon Ambassador e collaboratrice di National Geographic Magazine; Timothy Allen, fotografo britannico di fama mondiale nonché responsabile della serie TV Human Planet per la BBC; Sarah Gilbert, Picture Editor per il The Guardian US a New York. I tempi del contest. La prima scadenza per la sottomissione delle immagini è la early bird dell’8 gennaio 2017, che darà il diritto di accedere a un’iscrizione a prezzo scontato, a seconda del pacchetto scelto. La data di chiusura del contest è fissata alle ore 24.00 del 15 febbraio 2017. La votazione della giuria si terrà dal 15 marzo al 15 maggio, mentre ad aprile sarà data comunicazione delle foto finaliste per l’invio del file di stampa in alta definizione. La comunicazione dell’esito del concorso ai premiati è fissata al 10 giugno. Ai partecipanti che andranno in nomination sarà richiesto di presentare i file RAW o i file originali di scatto. Nelle categorie open color e open monochrome sono invece ammessi tutti i tipi di editing, digital blending, layering.   I premi. Il contest prevede diverse categorie di premi: SIPAContest Photographer of the Year, il vincitore assoluto a cui andrà un premio in denaro e la preziosa sfera di cristallo Pangea; il SIPAContest Storyboard Winner; SIPAContest Category Winner e SIPAContest Student Category Winner; 2° e 3° posto per ogni categoria; SIPAContest Honorable Mention e Remarkable Artwork Winner e Best Author. Pangea, il premio che verrà consegnato ai vincitori (assoluto, di categoria e Best Author) è opera dell’artista toscano Carlo Pizzichini. Info. Il Siena International Photography Award è promosso dall’associazione culturale Art Photo Travel. Per informazioni sul concorso è possibile consultare il sito web www.sipacontest.com e i canali social Facebook sipacontest; Instagram @sipacontest; Twitter SIPAContest e YouTube Siena International Photography Awards. Comunicato Stampa
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Milano, Pistoia, Roma, Genova, Trieste, Rossano, Cosenza, Catania, Nibbiano(PC), Firenze, Venezia-Mestre dicembre 2016 – ottobre 2017 Da 14 anni Confini seleziona ogni anno progetti di fotografia contemporanea e li propone in tutta Italia. Un network nazionale di associazioni e curatori, che non ha precedenti nel panorama italiano, ha permesso di formare una giuria qualificata e di utilizzare spazi espositivi riconosciuti per l’impegno che dedicano costantemente alla fotografia. Attraverso un bando pubblico sul portale photographers.it selezioniamo artisti che nel loro percorso creativo utilizzano il linguaggio fotografico per indagare i confini, appunto, tra la fotografia e le altre forme di espressione artistica. Le scelte dei curatori si sono indirizzate in questi anni verso autori che - pur sfruttando tali contaminazioni - provengono da una formazione fotografica, ne privilegiano il linguaggio e riflettono sul mezzo. Una fotografia che non documenta e spesso non rappresenta il reale, ma riflette una dimensione personale e intima attraverso progetti composti da un numero consistente di immagini fisse bidimensionali. Confini è la prova che la fotografia italiana è in continua evoluzione e che il suo livello ormai ha raggiunto standard internazionali. Oggi Confini conta location e partner di grande rilievo nel panorama della fotografia italiana: Clelia Belgrado (VisionQuesT), Leo Brogioni (Polifemo Fotografica), Maurizio Chelucci (MassenzioArte), Fulvio Merlak (Sala Fenice), Francesco Tei (PhotoGallery), Fausto Raschiatore (CivicoCinque), Angelo Cucchetto (Photographers.it), Antonio Armentano (L’Impronta), Auronda Scalera (Visiva), Pippo Pappalardo (Galleria Luigi Ghirri); Denis Curti (Il Fotografo) Partner che compongono anche la giuria che dopo un’attenta selezione ha scelto 3 autori fra i partecipanti al bando pubblico promosso da Photographers.it e due fra gli autori indicati dai curatori. In particolare fra i partecipanti al bando pubblico (gli autori segnalati dalla giuria sono visibili al link http://www.photographers.it/bandichiusi.php?id=42 ), sono stati scelti per CONFINI14: Me Nè: Luoghi mentali Franco Monari: E poi verrà la nebbia A loro vanno aggiunti Carmen Decembrino con “il velo di Maya", Silvia Zanasi con “Ombre e menzogne” e Studio Pace10 con "album - ricordi in conserva) come autori proposti dai curatori in giuria. I 5 autori saranno i protagonisti di questa nuova edizione di Confini ed i loro lavori potranno essere ammirati per un periodo di 12 mesi in una delle tante tappe che copriranno per intero la nostra penisola.emente è diverso, è in realtà uguale. Comunicato Stampa