Archivi Aperti 2018

Grande afflusso e tanto interesse anche quest’anno per le visite agli Archivi Aperti organizzati da GRIN con RETE FOTOGRAFIA.

Il GRIN ringrazia Gian Paolo Barbieri, Ferdinando Scianna, Francesco Radino, Melina Mulas per l’Archivio Ugo Mulas, Maurizio Rebuzzini e  il Laboratorio Parolini  che hanno dato la loro grande disponibilità agli appassionati di fotografia aprendo le porte dei loro archivi straordinari.

Studio Radino

“Da Francesco Radino eravamo in cinque ma tutti estremamente appassionati e competenti. Francesco Radino e Cristina Omenetto ci hanno accolti in studio con grande generosità e ci hanno raccontato come è iniziata la loro carriera e come sono arrivati a creare un archivio importante e in continua evoluzione. Radino ha sottolineato la sua incapacità di appassionarsi e di praticare un unico linguaggio ma ha dichiarato, al contrario, di essere sempre stato interessato a tutte le possibili diversificazioni che la fotografia gli propone”.
Giovanna Calvenzi

Ph. Giovanna Calvenzi

Archivio Ugo Mulas

“All’archivio Ugo Mulas eravamo una decina e siamo stati accolti da Melina Mulas e da Alessandra Pozzati che ci hanno illustrato le diverse tipologie di materiali che l’Archivio conserva. Hanno raccontato l’attività di catalogazione, di conservazione e il loro rapporto con il mercato editoriale e il mercato dell’arte. Con grande competenza Alessandra Pozzati ci ha mostrato negativi, provini, stampe, ed è entrata nel merito degli interessi e delle realizzazioni di uno degli autori più importanti della fotografia non solo italiana”.
Giovanna Calvenzi

Ph. Giovanna Calvenzi

Parolini Lab

“Daniela Patrizio e Valentina Parolini hanno svelato le tecniche di stampa tradizionali con una dimostrazione pratica a cui è seguita una piacevole conversazione sulla tecnica e sulla realtà contemporanea dei laboratori fotografici analogici “.

Giovanna Bertelli

Ph. Giovanna Bertelli

Archivio Maurizio Rebuzzini

“A parte la quantità e qualità di presenza “fotografica” nel mio spazio operativo (studio? redazione di FOTOgraphia? accumulazione di testimonianze eterogenee, da apparecchi e accessori storici al cinema, da fumetti ai definibili gadget?), ciò che mi pare faccia la differenza, stabilendo un passo, identificando una personalità, è il loro collegamento ideale e individuato. Nulla è per se stesso -come, peraltro, pure è-, ma tutto ruota attorno un’idea sovrastante di apprezzabile vitalità. Nella visita di martedì ventitré settembre, mi auguro che questo sia stato precisato e definito, oltre che evidenziato. Del resto, libri e oggetti, nello specifico riferiti alla Fotografia, qualsiasi cosa questa significhi per ciascuno di noi, non sono aridi punti di arrivo, ma -come tanto altro- straordinari s-punti di partenza (soprattutto, privilegiati). Cosa si è voluto sottolineare, nel cammino comune all’interno della materia convenuta (la Fotografia)? Semplice: che le cose, come i luoghi, hanno un proprio significato, come le parole, e ognuno di noi può leggerle come se fossero (in) un libro. Pensiamo anche a un apparecchio fotografico, a un obiettivo, a un accessorio, a un libro, a una carte-de-visite: sono come frasi, che hanno un proprio significato.

Ringrazio i convenuti, i partecipanti, augurandomi di aver lasciato/trasmesso loro qualcosa.

Ringrazio il Grin (Gruppo Ricercatori Iconografici Nazionale), per aver inteso il mio passo come opportuno in qualsivoglia percorso fotografico.

Ringrazio i miei oggetti (libri, gadget, film, apparecchi fotografici e contorni), per essersi resi disponibili a questo racconto”.

Maurizio Rebuzzini

Ferdinando Scianna

“Buongiorno, che  cosa posso raccontarvi ?

Ferdinando Scianna non finisce mai di sorprendermi anzi stupirmi, in ogni incontro in ogni occasione in cui ho la fortuna di incontrarlo e poterlo ascoltare. Perché ?

Non finisce di stupirmi per la sua generosità  e  umiltà !

Per due ore  si è raccontato, ha spiegato/narrato il suo lavoro a partire dalle prime foto in Sicilia, passando  per “feste religiose in Sicilia”, il suo lavoro di Reporter negli anni 60 culminato con l’Europeo dove iniziando da fotografo reporter  diviene corrispondente  a Parigi.

La moda iniziata con il memorabile incontro/avventura con Marpessa grazie ai cataloghi fatti con e per  Domenico Dolce  e Stefano Gabbana in una Sicilia di sogno ma allo stesso tempo così vera così forte, mai finta.

Ha raccontato dei tanti libri  ognuno dei  quali  considera come  punto di arrivo e riflessione del periodo in cui vengono stampati, della fatica e grande passione nel farne (circa 50 !).

E, altrettanto efficace,  Scianna lo è stato nel descrivere la sua “terribile” e faticosa avventura nel catalogare e creare il suo archivio, la sua memoria non ne aveva bisogno ma l’averlo fatto è stato strumento preziosissimo  per il progettare  i libri fatti negli ultimi 10 anni.

Libri che partendo dai primi passi  della sua memoria (non digitale) fanno sì che nasca  Quelli di Bagheria libro fatto con le prime foto fatte  in giovanissima età, foto che raccontano tra immagini e parole un mondo  ancora una volta magico ma terribilmente vero, reale NON artefatto.

Visti e Scritti, libro di ritratti è  definizione troppo comoda, dove  l’immagine  e lo scritto  narrano i tanti incontri uno più interessante dell’altro con  Artisti, Intellettuali e tante/i  Donne/Uomini (ognuno mai qualunque).

Ti mangio con gli occhi,  un divertente e  emozionante viaggio attraverso tante foto e ricordi di una dei azioni più importanti per gli esseri umani mangiare, i sapori, il ricordo dei sapori  e dell’esperienza del vivere.

E tanti altri ancora.

Per due ore si è raccontato/dato, con umilta’ (Ferdinando da giornalista saessere conciso e allo stesso temp esauriente, quindi non stupitevi) agli ospiti di questo incontro organizzato.

All’ uscita mi parevano tutti un poco “stregati” e affascinati da Scianna, come lo sono anche ed ancora io, che ho avuto il piacere/onore di lavorare e conoscerlo da  tanti anni”.

Alfredo Albertone

Ph. Alfredo Bertone

Fondazione Gian Paolo Barbieri

“Due visite alla Fondazione Gian Paolo Barbieri hanno aperto a un pubblico numeroso lo studio di uno dei più grandi fotografi italiani, partendo da una proiezione sulla sua carriera a partire dagli esordi negli anni Sessanta. E poi l’archivio ricchissimo di provini, stampe iconiche e il grande tavolo con tutti i suoi volumi da sfogliare. Senza dimenticare la mostra L’Estetica della Ribellione IL Sessantotto, allestita per l’occasione, nel salone principale dove Gian Paolo Barbieri ha presentato le fotografie più famose di quegli anni, espressione della sua totale libertà creativa, della sua cultura teatrale e cinematografica e della sua genialità senza pari. Accanto alle immagini, realizzate con la complicità delle sue muse, modelle famose come Isa Stoppi o Benedetta Barzini o Pat Cleveland, in una teca le macchine fotografiche, i rullini e il materiale fotografico di quell’epoca con le tante copertine e i servizi pubblicati da Vogue o da Linea Italiana. E poi un set montato alla perfezione con fondali e attrezzature originali che celebra lo shooting come era negli anni Sessanta”.

Mariateresa Cerretelli