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	<title>GRIN Photoeditors: Gruppo Redattori Iconografici Nazionale</title>
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	<description>GRIN photo editors: Gruppo Redattori Iconografici Nazionale</description>
	<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 12:03:16 +0000</pubDate>
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		<title>Segnalazione Bandi di Concorso</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 14:10:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>GRIN</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Agenda]]></category>

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		<description><![CDATA[
Il concorso European Publishers Award for Photography (EPAP) 2010 , giunto alla 17esima edizione, è promosso dai seguenti editori europei:
ACTES SUD (Francia) APEIRON PHOTOS (Grecia) DEWI LEWIS PUBLISHING Gran Bretagna) EDITION BRAUS (Germania) LUNWERG EDITORES (Spagna) PELITI ASSOCIATI (Italia).Il premio consiste nella pubblicazione da parte di tutti gli editori del lavoro prescelto.
l bando è aperto ai fotografi di tutte le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoPlainText">Il concorso European Publishers Award for Photography (EPAP) 2010 , giunto alla 17esima edizione, è promosso dai seguenti editori europei:</p>
<p class="MsoPlainText">ACTES SUD (Francia) APEIRON PHOTOS (Grecia) DEWI LEWIS PUBLISHING Gran Bretagna) EDITION BRAUS (Germania) LUNWERG EDITORES (Spagna) PELITI ASSOCIATI (Italia).Il premio consiste nella pubblicazione da parte di tutti gli editori del lavoro prescelto.</p>
<p class="MsoPlainText">l bando è aperto ai fotografi di tutte le nazionalità che potranno inviare il loro progetto dal giorno 1 al giorno 31 marzo presso la casa editrice della nazione alla quale appartengono. I fotografi delle altre nazionalità potranno inviare il lavoro direttamente al &#8220;project leader&#8221;, quest&#8217;anno Apeiron Photos.</p>
<p class="MsoPlainText"><span>Il bando di concorso è scaricabile dal sito <a href="http://www.pelitiassociati.com/casaeditrice/" target="_blank">http://www.pelitiassociati.com/casaeditrice/</a></span></p>
<p class="MsoPlainText"> </p>
<p class="MsoPlainText"> </p>
<p class="MsoPlainText"><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoPlainText">La Sede INAIL Milano Porta Nuova in collaborazione con l&#8217;agenzia Prospekt Fotograﬁ indice per il 2010 la prima edizione del<span>  </span>PREMIO di FOTOGIORNALISMO, avente per tema: &#8220;LAVORO E SICUREZZA&#8221;.</p>
<p class="MsoPlainText">Obiettivo del premio fotogiornalistico INAIL è fornire un contributo alla riﬂessione collettiva<span>  </span>sul mondo del lavoro nell&#8217;Italia contemporanea, al ﬁne di diffondere e promuovere nell&#8217;opinione pubblica la cultura della sicurezza. </p>
<p class="MsoPlainText">Possono partecipare al Premio di Fotogiornalismo INAIL i reportage fotograﬁ ci che abbiano come tema la realtà lavorativa italiana e il suo rapporto con la sicurezza, sia nei suoi aspetti problematici, sia in quelli più positivi, capaci di mostrare l&#8217;enorme patrimonio di esperienze e saperi che il nostro paese storicamente possiede. Si vogliono inoltre incoraggiare fotograﬁ<span>  </span>più giovani ad occuparsi di questa problematica, premiando chi traloro presenterà il miglior progetto che sviluppi questo tema.</p>
<p class="MsoPlainText"> </p>
<p class="MsoPlainText">Il premio si articola in due sezioni:<span>  </span>Miglior reportage e Giovane talento.</p>
<p class="MsoPlainText">Il bando e il regolamento del concorso sono scaricabili al sito <a href="http://www.premiofotograficoinail.it/" target="_blank">www.premiofotograficoinail.it</a></p>
<p><!--EndFragment--></p>
<p><!--EndFragment--></p>
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		<title>The Sochi Project</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 17:28:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>GRIN</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Agenda]]></category>

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		<description><![CDATA[

Rob Hornstra e Arnold Van Bruggen: The Sochi Project

Un progetto a quattro mani: Rob Hornstra, fotografo, e lo scrittore e filmmaker Arnold Van Bruggen hanno deciso di seguire per i prossimi cinque anni i cambiamenti che trasformeranno Sochi, in Russia, nella sede dei giochi olimpici invernali del 2014. Il cambiamento sarà davvero epocale: la città sul [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.photoeditors.it/wp-content/uploads/2010/02/sochi-project.jpg" alt="" width="417" height="500" /></p>
<p><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoNormal"><span class="didascalie">Rob Hornstra e Arnold Van Bruggen: The Sochi Project</span></p>
<p class="MsoNormal"><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoNormal"><span>Un progetto a quattro mani: Rob Hornstra, fotografo, e lo scrittore e filmmaker Arnold Van Bruggen hanno deciso di seguire per i prossimi cinque anni i cambiamenti che trasformeranno Sochi, in Russia, nella sede dei giochi olimpici invernali del 2014. Il cambiamento sarà davvero epocale: la città sul mar nero infatti, in epoca sovietica sede di sanatori, negli ultimi anni è diventata rifugio per gli esuli dalle più povere repubbliche della zona. Facile aspettarsi la transizione da lembo dimenticato dell’Impero a centro contemporaneo dello sport occidentale. Da seguire.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Mandeep Photography, fino al 27 marzo, Via dello Scalo San Lorenzo 55, Roma</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="text-decoration: underline;"><span>http://www.mandeep.it/</span></span><span></span></p>
<p><!--EndFragment--></p>
<p><!--EndFragment--></p>
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		<title>Alec Soth. Mississippi. Niagara</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 17:20:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>GRIN</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Agenda]]></category>

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		<description><![CDATA[

Alec Soth. Melissa, da “Sleeping by the Mississippi”. Courtesy Alec Soth/Magnum/Contrasto

Paesaggi desolati e la potenza incontrollata della natura. E poi, i volti di chi li abita. Sono i protagonisti delle circa 40 foto che Alec Soth, membro dell’Agenzia Magnum, ha tratto dalle sue serie “Sleeping by the Mississippi” (del 2004) e “Niagara“ (del 2006). Un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.photoeditors.it/wp-content/uploads/2010/02/13_melissa.jpg" alt="" width="437" height="545" /></p>
<p><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoNormal"><span class="didascalie">Alec Soth. Melissa, da “Sleeping by the Mississippi”. Courtesy Alec Soth/Magnum/Contrasto</span></p>
<p class="MsoNormal"><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoNormal"><span>Paesaggi desolati e la potenza incontrollata della natura. E poi, i volti di chi li abita. Sono i protagonisti delle circa 40 foto che Alec Soth, membro dell’Agenzia Magnum, ha tratto dalle sue serie “<strong>Sleeping by the Mississippi” </strong>(del 2004) e “<strong>Niagara“</strong> (del 2006). Un viaggio negli Stati Uniti più profondi, tra motel di pessimo gusto e personaggi al limite del paradosso, case diroccate e neospose soprappeso con un punto di vista che cerca di essere oggettivo, ma non riesce a nascondere il moto di affetto di chi si riconosce in quel che vede. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Triennale di Milano, Viale Alemagna 6, fino al 21 marzo 2010.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="text-decoration: underline;"><span>http://www.triennale.it/</span></span></p>
<p><!--EndFragment--></p>
<p><!--EndFragment--></p>
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		</item>
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		<title>Camminami sugli occhi. L’Iran nelle foto di Paolo Woods</title>
		<link>http://www.photoeditors.it/camminami-sugli-occhi-l%e2%80%99iran-nelle-foto-di-paolo-woods/</link>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 17:04:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>GRIN</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Agenda]]></category>

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		<description><![CDATA[



 
 

Paolo Woods. La scuola che insegna a sorridere, da “Camminami sugli occhi“

È nato in Olanda, ma è cresciuto a Firenze, dove ha studiato. Ora la città toscana ospita una sua personale. Paolo Woods, coautore insieme con Serge Michel di tre libri tra giornalismo e fotografia, da cinque anni sta lavorando a un progetto in Iran, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoNormal"><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoNormal"><a title="040_Iran_2006_12" href="http://www.photoeditors.it/wp-content/uploads/2010/02/iran-paolo-woods-3.jpg"></a></p>
<p class="MsoNormal"><img src="http://www.photoeditors.it/wp-content/uploads/2010/02/iran-paolo-woods-3.jpg" alt="" width="520" height="520" /></p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal"><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: __;">Paolo Woods. La scuola che insegna a sorridere, da “Camminami sugli occhi“</span></p>
<p><!--EndFragment--></p>
<p class="MsoNormal">È nato in Olanda, ma è cresciuto a Firenze, dove ha studiato. Ora la città toscana ospita una sua personale. Paolo Woods, coautore insieme con Serge Michel di tre libri tra giornalismo e fotografia, da cinque anni sta lavorando a un progetto in Iran, per mostrare la complessa realtà di questo Paese al centro del dibattito politico internazionale. “<strong>Camminami sugli occhi”</strong>è una galleria di ritratti che ben raccontano la modernità in continuo contrasto con la tradizione religiosa; la voglia delle donne (sempre più presenti nella società iraniana) di vivere da protagoniste; il desiderio di libertà di coloro che hanno aderito al movimento verde  e il rigore dei Basiji, i miliziani del potere. Un’avvertenza: “<strong>Camminami sugli occhi” </strong>non è una minaccia ideata dai militari. È il modo di dire con cui si accolgono gli ospiti, per indicare (tra poesia e esagerazione) la totale disponibilità di questo popolo raffinato e complesso.</p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">Galleria Fondazione Marangoni, Via San Zanobi 19 rosso, Firenze, fino al 14 marzo 2010.</p>
<p class="MsoNormal"><span style="text-decoration: underline;">http://www.studiomarangoni.net/</span></p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p><!--EndFragment--></p>
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		<title>GABRIELE CROPPI: &#8220;Visioni fotografie 2006-2007&#8243; e &#8220;Shoà e Post-memoria&#8221;</title>
		<link>http://www.photoeditors.it/gabriele-croppi-visioni-fotografie-2006-2007-e-shoa-e-post-memoria/</link>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 16:42:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>GRIN</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Agenda]]></category>

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		<description><![CDATA[


(c) Gabriele Croppi  Serie Shoah e post-memoria, 2008 Varsavia, cimitero ebraico. Monumento in memoria del milione di bambini ebrei uccisi dai nazisti, 1939-1945.
 

In un dinamismo teorico e interpretativo dai significati mutevoli nasce il progetto &#8220;Visioni&#8221;, una ricerca di Gabriele Croppi che si inserisce in un&#8217;indagine decennale sul rapporto tra la fotografia e le altre arti. Tra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoPlainText"><img src="http://www.photoeditors.it/wp-content/uploads/2010/02/post_memory_sito-ok.jpg" alt="" width="288" height="192" /></p>
<p class="MsoPlainText"><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoPlainText"><span class="didascalie">(c) Gabriele Croppi  Serie Shoah e post-memoria, 2008 Varsavia, cimitero ebraico. Monumento in memoria del milione di bambini ebrei uccisi dai nazisti, 1939-1945.</span></p>
<p class="MsoPlainText"> </p>
<p><!--EndFragment--></p>
<p class="MsoPlainText">In un dinamismo teorico e interpretativo dai significati mutevoli nasce il progetto &#8220;Visioni&#8221;, una ricerca di Gabriele Croppi che si inserisce in un&#8217;indagine decennale sul rapporto tra la fotografia e le altre arti. Tra queste si colloca il dialogo tra fotografia e cinema. E, per l&#8217;autore significa viaggiare all&#8217;interno delle proprie emozioni, dei propri ricordi, delle proprie speranze ma con un approccio strumentale, non didascalico.</p>
<p class="MsoPlainText">Il lavoro sulla Shoà, invece, è la testimonianza artistica della Post-memoria attraverso una raffigurazione personale dei luoghi dello sterminio.</p>
<p class="MsoPlainText"> </p>
<p class="MsoPlainText">Alla Libreria Il Labirinto, via Benvenuto Sangiorgio &#8220;Visioni fotografie 2006-2007&#8243; e &#8220;Shoà e Post-memoria&#8221; alla Comunità Ebraica, vicolo Salomone Olper, 44. Per informazioni tel 0142 71807 www.casalebraica.org</p>
<p><span>Fino al 13 febbraio a Casale Monferrato</span></p>
<p><!--EndFragment--></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Elina Brotherus: “Retrospective” fino al 13 febbraio, “Artists at Work” dal 20 febbraio al 20 marzo. Galerie GB Agency, Parigi</title>
		<link>http://www.photoeditors.it/elina-brotherus-%e2%80%9cretrospective%e2%80%9d-fino-al-13-febbraio-%e2%80%9cartists-at-work%e2%80%9d-dal-20-febbraio-al-20-marzo-galerie-gb-agency-parigi/</link>
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		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 15:37:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>GRIN</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>

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		<description><![CDATA[
© Elina Brotherus, Artists at work 4

Le virgolette non sono casuali: Elina Brotherus è nata nel 1972 a Helsinki, quindi una retrospettiva alla sua età potrebbe sembrare prematura. Invece la vastità e soprattutto la qualità del suo lavoro giustificano il titolo. “Retrospective” mette in mostra un’ampia selezione dei lavori dell’artista, dalla serie Das Mädchen sprach von Liebe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.photoeditors.it/wp-content/uploads/2010/01/elina.jpg" alt="" width="545" height="457" /></p>
<p>© Elina Brotherus, Artists at work 4</p>
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<p class="MsoNormal">Le virgolette non sono casuali: Elina Brotherus è nata nel 1972 a Helsinki, quindi una retrospettiva alla sua età potrebbe sembrare prematura. Invece la vastità e soprattutto la qualità del suo lavoro giustificano il titolo. <em>“Retrospective”</em><strong> </strong>mette in mostra un’ampia selezione dei lavori dell’artista, dalla serie <em>Das Mädchen sprach von Liebe </em>alle ultime <em>Etudes d’après modale, Danseurs</em> e <em>Artist and her Model</em>, allestite senza un ordine cronologico o tematico. L’esposizione diventa così una passeggiata nella creatività dell’autrice, quasi sempre al centro della sua opera come modella. Dal 20 febbraio poi sarà possibile vedere la più recente serie di fotografie intitolata <em>Artists at Work</em> e un nuovo video.</p>
<p class="MsoNormal">www.gbagency.fr</p>
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<p><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoNormal"><strong></strong></p>
<p><!--EndFragment--></p>
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		</item>
		<item>
		<title>LUCCADigitalPHOTOFest</title>
		<link>http://www.photoeditors.it/luccadigitalphotofest/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 20:39:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>GRIN</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Festival]]></category>

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		<description><![CDATA[

© Eikoh Hosoe
La mostra di Eikoe Hosoe a Villa Bottini dal titolo “Estasi e memorie” è di una raffinatezza senza pari. E’ il pezzo forte ed esclusivo di questa edizione del del LUCCADigitalPHOTOFest di Lucca.
L’antologica del rivoluzionario maestro giapponese della fotografia contemporanea, poeta e filosofo, in anteprima mondiale, presenta alcune, tra le serie di opere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoNormal"><img src="http://www.photoeditors.it/wp-content/uploads/2009/12/immagine-1.png" alt="" width="324" height="216" /></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: __;"><strong>© </strong></span><span style="font-family: __;">Eikoh Hosoe</span></p>
<p class="MsoNormal">La mostra di Eikoe Hosoe a Villa Bottini dal titolo “Estasi e memorie” è di una raffinatezza senza pari. E’ il pezzo forte ed esclusivo di questa edizione del del LUCCADigitalPHOTOFest di Lucca.</p>
<p class="MsoNormal">L’antologica del rivoluzionario maestro giapponese della fotografia contemporanea, poeta e filosofo, in anteprima mondiale, presenta alcune, tra le serie di opere più note a partire dal  1960 fino al 2005. E lo stesso Hosoe a spiegarla al GRIN : “Consiste in sei tra i miei lavori più significativi che includono  &#8220;Man and Woman&#8221;(1959/60), &#8220;Ordeal by Roses&#8221;(1961/62), &#8220;Kamaitachi&#8221;(1965/68), &#8220;The Butterfly Dream&#8221;(1960/95), &#8220;The Cosmos of Gaudi&#8221;(1977/84), &#8220;Ukiyo-E Projections&#8221; (2002/3) e  &#8220;Kimono”.  E’ la prima volta che espongo  così  tanti lavori. E’ una mostra che simboleggia il nuovo con il vecchio perché si tratta di stampe digitali su carta washi, una carta prodotta a mano secondo la tradizione”. E tutte le immagini sono esposte su “scrolls”, rotoli che aderiscono alla forma rappresentativa della pittura giapponese.</p>
<p class="MsoNormal">Ma quest’anno il programma del LDPF  conta mostre di autori eccellenti, da mostri sacri come Richard Avedon ad autori affermati  tra i quali Alex Majoli, Giacomo Costa, Ernesto Bazan , Calude Nori e Gianni Berengo Gardin.</p>
<p class="MsoNormal">Eccellente e sempre in crescita anche la Video Arte. All’ex Manifattura Tabacchi , quest’anno con Debora Vrizzi, Nancy Fina, Maimouna Patrizia Guerresi e il Pom creativo e onirico di Martina Bacigalupo intitolato “Umumalaika”, ispirato al progetto fotografico che ha vinto il Premio Ponchielli 2009 e prodotto dal LDPF e dal GRIN con l’appoggio di UniCredit. E altri nomi di spicco come Studio Azzurro o Luca Palatresi, vincitore del Video Contest 2009. Animatissimi i Photocafè . Tra i vari appuntamenti la prima assoluta della performance live di Maurizio Galimberti e Claudia Scarsella al Teatro San Girolamo ha rivelato ad un pubblico incantato e sorpreso la genialità dell’artista della Polaroid  e un Pierrot inedito che si trasforma da maschera a oggetto d’arte. La lettura portfoli è stata intensa e senza sosta. Ecco il commento sul Festival di Elena Ceratti: “Credo che la sintesi del LDPF possa essere che la crisi si sente ma la qualità  non ne risente. Ho notato un buon numero di visitatori. Medio/alto il livello dei portfoli. Ci auguriamo che il Festival continui”. E Daniela Clerici, direttore del mensile Arte ha commentato “Lucca durante il Festival sembra una piccola Arles”.</p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p><!--EndFragment--></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Una fotografia d’autore per Francine</title>
		<link>http://www.photoeditors.it/una-fotografia-d%e2%80%99autore-per-francine/</link>
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		<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 21:32:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>GRIN</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Agenda]]></category>

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		<description><![CDATA[
Domenica  13 dicembre a Milano, dalle ore 10,00 sino alle ore 18,00  presso VENTICORRENTI, Centro Servizi per l ‘Arte Contemporanea, via Cesare Correnti 20 Milano (tram linea 2 o 14, metro linea verde fermata Sant’Ambrogio) tel 3392812793, la fotografia d’autore “si vende” per solidarietà.
Il GRIN (Gruppo Redattori Iconografici Nazionali), che riunisce photoeditors e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="018umumalayika-web" href="http://www.photoeditors.it/wp-content/uploads/2009/06/018umumalayika-web.jpg"><img src="http://www.photoeditors.it/wp-content/uploads/2009/12/018umumalayika-web.jpg" alt="" width="540" height="408" /></a></p>
<p>Domenica  13 dicembre a Milano, dalle ore 10,00 sino alle ore 18,00  presso VENTICORRENTI, Centro Servizi per l ‘Arte Contemporanea, via Cesare Correnti 20 Milano (tram linea 2 o 14, metro linea verde fermata Sant’Ambrogio) tel 3392812793, la fotografia d’autore “si vende” per solidarietà.</p>
<p>Il GRIN (Gruppo Redattori Iconografici Nazionali), che riunisce photoeditors e ricercatori iconografici delle maggiori testate italiane, è promotore di una vendita di fotografie per aiutare Francine, giovane donna burundese, protagonista del progetto “Umumalayika” (che in swahili significa Angelo) di Martina Bacigalupo, vincitrice del Premio Amilcare G. Ponchielli 2009, attraverso Handicap International.</p>
<p>Francine è stata mutilata dal marito che, a colpi di machete, le ha mozzato le braccia. Il GRIN insieme a Handicap International,  <a href="http://www.handicap-international.be/" target="_blank">http://www.handicap-international.be/</a> , con il ricavato della vendita di quest’anno, vuole donarle le protesi per ritrovare l’uso delle braccia. Solo così Francine potrà tornare a una vita più serena e soprattutto tenere la sua bambina accanto a sé.</p>
<p>All’iniziativa hanno già aderito grandi maestri e giovani talenti:  Gabriele Basilico, Gianni Berengo Gardin, Luciano Bobba, Cesare Colombo, Mario Cresci, Franco Donaggio,  Luca Gabino, Maurizio Galimberti,Alessandro Grassoni, PieroGemelli, Claudio Gobbi, Oskar Landi, Emiliano Mancuso, Roberto Masotti, Davide Monteleone, Toni Nicolini, Cristina Omenetto, l’Archivio Federico Patellani, Claudio Sabatino, Alessandro Scotti, Toni Thorimbert, Paolo Verzone …. e molti altri.</p>
<p>All’evento saranno presenti fotografi, compratori, intenditori, fotoamatori, appassionati, curiosi e amici.</p>
<p>L’invito a partecipare è esteso a tutti e l’ingresso è libero.<br />
 Il GRIN ringrazia il Centro Servizi per l’Arte Contemporanea VENTICORRENTI  per il sostegno e la collaborazione a questa iniziativa e l’Azienda Bisol che anche quest’anno offre un brindisi a tutti i visitatori.</p>
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		<title>Rencontres de Bamako 2009-Biennale africana di fotografia dal 7 novembre al 7 dicembre 2009</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 19:57:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>GRIN</dc:creator>
		
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© Pieter Hugo Michael Stevenson Gallery. Dalla serie “Nollywood”, Clinton Ibeto. Enugu, Nigeria, 2008
Un successo. Talmente grande e innegabile che è già stato chiesto alle due direttrici artistiche, Michket Krifa e Laura Serani, di curare la prossima edizione.
 Tema di questa ottava sono le frontiere, di qualsiasi genere, raffigurate ed esplorate attraverso il linguaggio del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.photoeditors.it/wp-content/uploads/2009/11/pieter-hugook.jpg" alt="" width="400" height="400" /></p>
<p><span class="didascalie">© Pieter Hugo Michael Stevenson Gallery. Dalla serie “Nollywood”, Clinton Ibeto. Enugu, Nigeria, 2008</span></p>
<p>Un successo. Talmente grande e innegabile che è già stato chiesto alle due direttrici artistiche, Michket Krifa e Laura Serani, di curare la prossima edizione.<br />
 Tema di questa ottava sono le frontiere, di qualsiasi genere, raffigurate ed esplorate attraverso il linguaggio del reportage e quello artistico. Impossibile raccontare di tutti gli autori invitati (più di un centinaio) ma il livello qualitativo è decisamente ottimo. <br />
 La mostra Panafricana riunisce i lavori di una cinquantina di artisti, dalla Libia al Sudafrica. Il franco-marocchino Mohamed Bourouissa mette in scena le difficoltà della banlieue parigina, mentre la giovane sudafricana Zanele Muholi racconta in maniera notevole le diverse identità sessuali, l&#8217;egiziana Myriam Abdelaziz quelle dei rifugiati del Darfour; il camerounese Barthélémy Toguo con ironia critica la politica di troppi presidenti africani attraverso una serie di autoritratti.<br />
 Tra le monografie, &#8220;A Sense of Common Ground&#8221; di Fazal Sheikh strazia e commuove con le foto dei campi di rifugiati somali e i ritratti delle madri insieme con i loro bambini denutriti. Molto interessanti, anche da un punto di vista storico, quelli realizzati negli anni Sessanta da Oumar Ly, fotografo di studio nato nel 1943 che lavora a Podor, nel nord del Senegal, a cui le edizioni Filigrane hanno appena dedicato un libro.<br />
 Ospiti d&#8217;onore del festival Malick Sidibé, che presenta al Museo Nazionale le foto di moda che ha realizzato per il New York Time Magazine, e Martin Parr, che porta la serie &#8220;Luxury&#8221;. Una buona idea della ricchezza del panorama è resa dal catalogo, pubblicato da Actes Sud e dunque di facile reperibilità.</p>
<p>La cosa più difficile da restituire è la bellezza dell&#8217;atmosfera che si respira: amichevole, piena di curiosità verso gli altri, qualunque sia la loro provenienza e la loro storia. La cerimonia di apertura del Festival, che si è tenuta venerdì 6 novembre nei giardini del Museo Nazionale, è durata tutta la giornata, alla presenza delle autorità locali e straniere. Ministri e fotografi, ambasciatori e giornalisti, curiosi e reporter, tutti riuniti sotto un sole rovente per sentire i discorsi e la musica del gruppo nazionale del Mali. Nonostante la solennità e la fierezza delle autorità africane, lo spirito era amichevole e disteso: un&#8217;incauta giornalista ha fraternamente elogiato il gran boubou ricamato di un signore molto divertito, un attimo prima di scoprire che era Sua Eccellenza il Ministro della cultura del Mali. Ma il vero clou è stato lunedì sera, quando una grande festa (organizzata da Puma Creative Network, uno degli sponsor del festival) ha riunito tutti nel giardino del Museo Nazionale, epicentro degli avvenimenti per la settimana di apertura del Festival. Samuel Sidibé, acuto e simpaticissimo direttore del Museo e dei Rencontres, le due direttrici artistiche, i fotografi, i giornalisti e tutta l&#8217;équipe del Festival hanno ballato al suono della cora e dei tamburi (ma anche del pop di Mika) fino a che le forze li hanno sorretti. Forse proprio questa serata racchiude il senso dei Rencontres: festa e cultura, conoscenza reciproca e contatti che si tessono attraverso il mondo, rispetto e curiosità. E&#8217; stato bellissimo vedere la fatica e la tensione di mesi e mesi di lavoro sciogliersi al ritmo della musica sui visi di Laura, Michket e Samuel. Re del Dance Floor sono stati eletti all&#8217;unanimità Martin Parr, che ha ballato tutta la notte come un orso tarantolato (dispiace sottolinearlo, ma il paragono con i ragazzi e le ragazze di Bamako ci penalizza) e Amidou, il di solito compassatissimo collaboratore di Samuel Sidibé: vera anima della festa ha trascinato a ballare anche le giornaliste più timide. Pieter Hugo danzava come un gigantesco Zulu biondo, i ragazzi e le ragazze che di solito lavorano al ristorante del museo, invitavano a ballare tenendo il cavatappi in mano. Ultimo commento dalle vostre inviate, e prendetelo bene: peccato, veramente peccato. Non sapete che cosa vi state perdendo!<br />
 Laura Incardona e Gegia Celotti</p>
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		<title>L’agenzia Grazia Neri chiude</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 20:17:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>GRIN</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Christian Caujolle, uno dei più interessanti critici della fotografia internazionale, è stato il creatore del servizio fotografico  del quotidiano Libération a Parigi e il creatore dell’agenzia Vu e della galleria omonima, alla notizia della chiusura dell’agenzia Grazia Neri ci ha scritto.
Quando, all’inizio del 1986, con Zina Rouabah, abbiamo creato VU, agenzia di fotografi, all’interno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Christian Caujolle, uno dei più interessanti critici della fotografia internazionale, è stato il creatore del servizio fotografico  del quotidiano Libération a Parigi e il creatore dell’agenzia Vu e della galleria omonima, alla notizia della chiusura dell’agenzia Grazia Neri ci ha scritto.</p>
<p>Quando, all’inizio del 1986, con Zina Rouabah, abbiamo creato VU, agenzia di fotografi, all’interno del gruppo di Libération, il quotidiano ha dedicato una pagina alla nascita della sua nuova filiazione. Due giorni dopo abbiamo ricevuto una telefonata da parte di una signora che non conoscevamo: “Buongiorno, sono Grazia Neri, ho un’agenzia di distribuzione di fotografia in Italia, a Milano, e mi piacerebbe lavorare con voi”. Siamo rimasti naturalmente gratificati da questo invito che sembrava aprirci da subito le porte del mercato internazionale. E non porte qualsiasi! Qualche settimana più tardi Grazia è venuta a trovarci a Parigi, ci siamo messi d’accordo sui modi di funzionamento e … non abbiamo mai firmato contratti. Cosa che non ha impedito, fino a oggi e con una fedeltà esemplare da entrambe le parti, che VU sia presente sul mercato italiano grazie all’agenzia Grazia Neri.  E’ questo che, tante volte e prima che esistesse il digitale, ci ha portato a sera inoltrata alla Gare de Lyon dove consegnavamo al controllore dei Wagons Lits una busta più o meno pesante di stampe e di duplicati di diapositive che rappresentavano le ultime produzioni. Il controllore intascava anche, e lo faceva pure all’arrivo, un biglietto da 100 franchi per i suoi buoni servigi. E faceva lo stesso con le altre agenzie, fra le quali Sygma della quale non si ricorderà mai abbastanza quanto debba alla fedeltà entusiasta di Grazia. Mi dicevo allora che il lavoro di controllore dei vagoni letto sul Parigi-Milano era un mestiere davvero invidiabile… Poi ci sono stati anni di condivisione e di complicità. Dall’euforia per le belle pubblicazioni sui supplementi dei quotidiani alle angosce di fronte alla riduzione delle pagine redazionali nella stampa, accompagnata dalla riduzione dei budget, dalla domanda di immagini “più felici”; dalla disaffezione nei confronti del fotogiornalismo alla notizia di una bella pubblicazione che diventava un balsamo per il cuore. E c’erano gli incontri amicali, ad Arles, a Perpignan, occasioni per chiacchierare, per scambiarsi opinioni, per fare il punto e per confortarci con la stessa passione, mai indebolita, per la fotografia e per i fotografi. A proposito di fotografi: ce ne sono stati che sono venuti da Milano a Parigi, da Grazia Neri verso VU, fra gli altri Paolo Pellegrin e Paolo Verzone. Quasi un quarto di secolo più tardi la notizia è arrivata brutalmente: l’agenzia Grazia Neri chiude. Tegola sulla testa, tanto più che non ci sono state vere comunicazioni, vere spiegazioni. All’inizio un senso di tristezza, non tanto per Grazia, che aveva già passato il testimone a suo figlio Michele dopo una vita di passione fotografica più che gratificante e che continua sotto altre forme meno stressanti nella quotidianità, ma per tutto il gruppo di lavoro del quale lo smarrimento è pari alla competenza e al coinvolgimento in questo bello strumento di difesa della fotografia che, da Milano, ha irradiato la stampa italiana di quello che c’è stato di più esigente, di più innovativo (ivi compreso anche quello che non era commerciale) nella fotografia. Si dice che l’agenzia ha  perso denaro sull’esercizio precedente – e non fa parte di un gruppo, cosa che la rende tanto indipendente quanto fragile -, che venticinque dipendenti sono un impegno troppo gravoso e che ce ne vorrebbero dieci di meno. Si dice, si dice e non si sa. Salvo che qualche cosa sembra finire, qualcosa difficile da esprimere e da spiegare.<br />
 Circa un anno fa, in occasione della mia ultima visita a Milano, ero naturalmente andato a trovare Grazia che, anche se ufficialmente non lavorava più all’agenzia, aveva conservato il suo ufficio e ci andava quasi tutti i giorni. Siamo andati in una grande stanza, invasa da scatole impilate. Era il cimitero delle stampe e delle diapositive che bisognava, nei limiti del possibile, classificare e restituire ai proprietari per liberare uno spazio diventato troppo costoso. Era allo stesso tempo affascinante e disastroso, rimandava a un “prima”, così vicino e diventato completamente obsoleto, di un mestiere che consisteva nel proporre ai giornali delle stampe fotografiche perché le riproducessero, informassero, facessero scoprire. E nelle scatole c’erano, ad esempio, stampe di Ugo Mulas (amico di Grazia, del quale oggi si riconosce l’importanza del lavoro sull’arte contemporanea) che le erano state affidate da mettere in distribuzione. Si trattava di vintage e se non era più possibile che l’agenzia sopravvivesse vendendo i diritti di riproduzione di un ritratto di Marcel Duchamp, avrebbero trovato il loro posto sul mercato dell’arte, più o meno speculativo secondo i momenti. Se parlo di queste cose con tristezza, ne parlo anche senza nostalgia. Il mondo di un tempo non è mai stato un mondo ideale (so di cosa parlo …) e i progressi tecnologici permettono degli exploit a lungo inimmaginabili. Quello che mi inquieta è che dopo la semi-scomparsa delle strutture di produzione siano in crisi anche quelle di distribuzione. Quello che nessuna macchina potrà rimpiazzare è la capacità di persuasione, appassionata e amorevole, di una Elena Ceratti o di quanti hanno lavorato “chez Grazia” mentre difendono l’approccio e il punto di vista di un fotografo. E’ la sensazione che dopo la scomparsa delle foglie di salvia nei saltimbocca, non mi verrà neppure lasciata la scelta tra spaghetti e tagliatelle. Ed è veramente triste. Poveramente triste.</p>
<p>Christian Caujolle</p>
<p>Ottobre 2009</p>
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