Lettera di Martina Bacigalupo
Era tanto che non vedevo Francine. La sua assistente qualche settimana fa ha deciso di andarsene e lei è dovuta partire sulle colline a cercarne un’altra. E’ tornata l’altro giorno dopo quasi un mese e sono andata a trovarla. Volevo salutarla e mostrarle il libretto che il Centro Culturale Francese di Bujumbura ha pubblicato sulla sua mostra. Francine è sbucata dall’angolo con il suo pagne colorato, bella coi capelli bagnati dalla doccia, correndomi incontro, festosa. Per la prima volta mi sono resa conto dell’intimità che abbiamo costruito in questi mesi e dell’affetto che ne è nato. Questo mi fa sentire, infine, legittimata a fotografarla, senza paura di invadere il suo spazio o di sfruttare la sua storia. La sua fiducia oggi mi permette di portare la fotografia là dove qualche tempo fa non avrei osato.
Quando le ho chiesto cosa ha provato quando siamo andate al lago, quando è entrata nell’acqua, mi ha detto:
Bwari ubwa mbere nshika ku kiyaga.
Maze kwinjira mu mazi, numvise nuzuye umunezero.
Naho nashikiwe n’ivyago nkaba ndi ikimuga, narumvise ko nshobora kubaho nk’abandi.
Ko vyose bishoboka
Era la mia prima volta al lago.
Una volta dentro l’acqua, mi sono sentita felice.
Ho sentito che, aldilà della mia situazione, posso anche io essere come tutti.
Ho sentito che tutto è possible.
Per l’autonomia di Francine, dunque. Perchè possa vivere la sua realtà e la sua vita pienamente, attraverso e aldilà della sua mutilazione. Per portarla aldilà di quel quotidiano, con un appoggio concreto, dove i problemi si arginano e i limiti diminuiscono. E poi per portarla aldilà, altrove, attraverso la fotografia, dove i limiti sono infranti.
Ringrazio enormemente la giuria del Premio Ponchielli, questa sera, per essere il primo vero sostegno del progetto, per permettere che tutto possa veramente essere possible.
(Un ringraziamento speciale per avere premiato Paolo Woods l’anno scorso, permettendomi infine di incontrarlo – e di un incontro cosi speciale !!)
Con grande gioia.
Martina

Paolo Woods, vincitore della scorsa edizione, ha consegnato, come è consuetudine del premio Ponchielli, una sua foto a Martina Bacigalupo. Eccoli, fotografati da Kai Wiedenhoefer sui tetti di Parigi.
