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Il GRIN Gruppo Redattori Iconografici Nazionale è nato nell’ottobre del 2002: una trentina di giornalisti e un numero ancor più consistente di operatori che si occupano di immagine nelle redazioni di giornali o di agenzie fotografiche si sono riuniti e si sono dati uno statuto allo scopo di essere riconosciuti come gruppo di specializzazione all’interno della Federazione Nazionale della Stampa Italiana.

Il Direttivo

Presidente Mariateresa Cerretelli

Vicepresidenti Giovanna Calvenzi, Roberta Levi

Segretario Claudia Beretta

Tesoriere Serena Prinza

Consiglieri Elena Ceratti, Maria Cristina Bolognesi, Paola Romano, Elena Canziani, Tiziana Elena Jelo, Laura Incardona, Naima Mancini, Roberta Reineke, Mariuccia Stiffoni Ponchielli

Gli obiettivi Essere un punto di riferimento per quanti si occupano di fotografia all’interno delle redazioni di giornali e periodici, creare occasioni costanti di aggiornamento culturale e professionale, arrivare a garantire la tutela sindacale per le figure dei redattori e dei ricercatori iconografici.

Le iniziative Nel 2004 il GRIN ha istituito un premio fotografico in ricordo di Amilcare G. Ponchielli, il primo photo editor italiano. A partire dalla seconda edizione, il presidente della giuria è sempre stato un direttore di un giornale italiano e, oltre ai membri del GRIN, nel tempo hanno fatto parte della giuria anche diversi fotografi. Ogni anno, inoltre, viene segnalato un libro fotografico ritenuto il più interessante tra quelli pubblicati nel biennio precedente. Oggi il Premio Ponchielli è arrivato alla sedicesima edizione. Dal 2009 il GRIN collabora con la Galleria Bel Vedere di Milano alla realizzazione della mostra collettiva con cadenza annuale, dal titolo Prima Visione. I fotografi e Milano. Tanti gli autori selezionati che da più di dieci anni partecipano con un’immagine della città. Dal 2016 collabora ad Archivi Aperti, un’iniziativa organizzata da Rete Fotografia per conoscere i luoghi della fotografia, della storia e della cultura. Una settimana alla scoperta del patrimonio fotografico di Milano e della Lombardia, attraverso visite organizzate a studi, fondazioni e archivi fotografici.Il GRIN ha collaborato all’organizzazione di convegni con Fotografia&Informazione, l’associazione italiana dei giornalisti dell’immagine che nel 2018 si è sciolta. Dal 2006 il GRIN organizza una vendita di fotografie d’autore per sostenere organizzazioni benefiche.

Come è nato il GRIN Nell’autunno del 2001, per iniziativa del Gruppo di Specializzazione dei Giornalisti dell’Informazione Visiva (Gsgiv) e di Fotografia & Informazione, è stato organizzato in Puglia, ad Alberobello, un dibattito sulla professione dei photo editor (o picture editor) in Italia per fare il punto su una professione poco conosciuta.A seguito di questa iniziativa è stato preparato e distribuito un questionario a quanti, alle dipendenze di giornali o periodici, si occupano dell’utilizzo della fotografia.Il numero di risposte al questionario inviato è stato elevato. Si è perciò deciso, dopo un paio di incontri ristretti e informali, di dare inizio a una serie di riunioni che coinvolgessero tutti coloro che svolgono il lavoro giornalistico di trattamento redazionale dell’informazione visiva. I partecipanti a queste riunioni sono andati via via aumentando tanto da farci ritenere opportuna l’idea di costituirci come Gruppo di Specializzazione all’interno della Fnsi.Nell’aprile del 2002, nella fase precedente alla costituzione del Gruppo, è stato presentato al Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti un emendamento al punto IV dell’articolo 18 del “Quadro di indirizzi per il riconoscimento delle strutture di formazione al giornalismo”, firmato da 44 giornalisti aderenti a Gsgiv, a Fotografia&Informazione e al costituendo GRIN, che chiede che venga reso obbligatorio l’insegnamento della storia della fotografia giornalistica.Nell’ottobre del 2002, tenuto a battesimo da una trentina di giornalisti e da un numero ancor più consistente di operatori che, con contratti di lavoro diversi, si occupano di immagine nelle redazioni di giornali o di agenzie fotografiche, è alla fine nato il GRIN.

Come ha operato il GRIN Il primo passo è stato quello della stesura di uno statuto che ci permettesse di essere riconosciuti dalla Fnsi. Quindi sono state create tre commissioni: la prima si è occupata di organizzare incontri di carattere culturale e di aggiornamento professionale; la seconda di problemi sindacali; la terza ha avuto il compito di studiare un premio per la realizzazione di un progetto fotogiornalistico. Grazie al lavoro delle commissioni, il GRIN ha organizzato a Milano, presso il Circolo della Stampa, incontri e dibattiti su temi sindacali, professionali e culturali.

Le sinergie del GRIN In tutti questi anni il GRIN ha collaborato con altri enti, operatori in campo fotografico e associazioni. Tra i tanti, Galleria Fnac, Galleria Bel Vedere di Maurizio Zanuso e Rosanna Schirer, Spazio Polifemo alla Fabbrica del Vapore, Fondazione Forma per la Fotografia, Fotografia&Informazione, Galleria Marangoni di Firenze, Rete Fotografia.

Compiti e doveri del redattore iconografico Nella sua veste di photo editor o di ricercatore iconografico, chi si occupa di immagini nelle redazioni è una figura giornalistica che può esistere solo all’interno di un preciso ruolo giornalistico a cui deve essere applicato il Contratto Nazionale di Lavoro delle categoria. Oggi purtroppo non è così. Nonostante la presenza in diverse case editrici di redattori iconografici iscritti all’Ordine, non sempre questi colleghi riescono ad avere un contratto giornalistico e se non sono iscritti all’Ordine difficilmente riescono a ottenere il praticantato.Il redattore iconografico, nella tradizione anglosassone e in alcuni casi anche nelle redazioni italiane, è un giornalista a tutti gli effetti con una preparazione fotografica in sintonia con la linea editoriale del giornale.