Per eseguire una fotografia è sufficiente premere il pulsante di scatto posto sulla calotta superiore dell’apparecchio.
Per eseguire una buona fotografia è consigliabile prima osservare e quindi premere il suddetto pulsante di scatto.
Per eseguire una bella fotografia è necessario compiere, in sequenza, le seguenti operazioni: 1) osservare; 2) pensare; 3) premere il pulsante di scatto. (*)

(*) Il procedimento può richiedere un tempo compreso tra 1/1000 di secondo e una vita intera: non si sa quando l’attimo della perfezione entra nel mirino del vostro apparecchio fotografico. Quindi rassegnatevi ad aspettare e impiegate il tempo dell’attesa pensando e immaginando quanto sarà bella la fotografia che non forse non farete mai.

VICINO O LONTANO?

C’era una volta un provetto fotografo che, ogni lunedì, portava al laboratorio di fiducia due rullini scattati durante il weekend. Il tema delle fotografie era, quasi sempre, lo stesso: vecchietti immortalati sulle panchine del parco. A volte uno solo; a volte due; a volte un gruppetto. Piccole variazioni che tuttavia non mutavano il risultato: nonostante fossero ben esposte, i soggetti a fuoco e tutte quelle faccende lì, le fotografie erano banali.
Il proprietario del laboratorio ormai non sapeva più che dire al cliente che gli chiedeva un giudizio sulla sua arte: da un lato non voleva perdere il guadagno, e due rullini ogni lunedì erano comunque soldi che entravano in cassa; dall’altro non intendeva calpestare il suo senso estetico in nome del vile denaro. Così, l’ennesimo lunedì che il cliente si presentò al laboratorio, il proprietario, consegnandogli le stampe e prendendo il discorso un po’ alla larga, buttò lì: “Aveva ragione il grande Robert Capa, dovremmo seguire tutti il suo consiglio. Diceva: “Se una foto non è venuta bene, vuol dire che eri troppo distante dal soggetto”. Ecco il segreto”. Il provetto fotografo annuì.
Dal weekend successivo cominciò ad avvicinarsi di più ai vecchietti seduti sulle panchine del parco. Fece qualche esperimento e poi decise che la distanza ideale era di cinque metri. Scattò e portò i rullini al laboratorio: era convinto che avrebbe ricevuto i complimenti del proprietario, ma ancora una volta il risultato fu scadente.
A quel punto, ormai sull’orlo di una crisi di nervi, tentò l’azzardo: si avvicinò ancora di più ai suoi soggetti, tre metri. Clic. Ora sì che le fotografie andavano bene: ne era assolutamente sicuro. Quando ritirò le stampe, però, rimase di stucco: niente da fare. Banali, banali, banali. Esattamente come le altre volte.
Disperato, e pensando anche a quanto gli era costata tutta l’attrezzatura e tutte le prove di stampa, il fotografo si rivolse al proprietario del laboratorio: “Mi dica lei che cosa devo fare? Io mi sono avvicinato, più di così non potevo… Glielo giuro, sennò i soggetti, i miei vecchietti sarebbero usciti dall’inquadratura…”.
“Forse sarebbe stato meglio” replicò gelido il commerciante.
“Robert Capa diceva che bisognava andare vicino per fare delle belle fotografie…”.
“Già, ma se bastasse questo insegnamento saremmo tutti come Robert Capa, non le pare?”.

CONSIGLIO 1 – Non ascoltate mai i maestri, fate di testa vostra. Se sbagliate, almeno avrete l’esclusiva sull’errore.
CONSIGLIO 2 – Lasciate in pace i vecchietti seduti sulle panchine al parco (non erano i soggetti preferiti di Robert Capa)…