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La fotografia in Italia negli anni Sessanta

La settimana degli Archivi Aperti si conferma come un appuntamento molto atteso. Organizzata da Rete Fotografia, l’iniziativa si svolgerà dal 19 al 27 ottobre 2018.

La fotografia in Italia negli anni Sessanta è il tema scelto per questa quarta edizione. Le trasformazioni, che hanno caratterizzato l’Italia dal punto di vista politico, culturale, sociale, economico e antropologico, hanno creato in quegli anni grandi occasioni di dibattito e di confronto su questioni fondamentali e ancora oggi attuali. Gli anni ’60 saranno rivisitati anche attraverso le ricche e variegate collezioni fotografiche degli archivi, musei e fondazioni che fanno parte di Rete Fotografia, insieme ai numerosi studi di fotografi professionisti che aderiscono all’iniziativa. Il convegno d’apertura, a cui parteciperanno storici, critici, fotografi e testimoni di quel decennio, avrà luogo venerdì 19 ottobre presso il Palazzo Reale di Milano.

Anche quest’anno il GRIN partecipa alla manifestazione, proponendo ben sei appuntamenti di Archivi Aperti.

 

Gli appuntamenti del GRIN – Sedi delle visite

FONDAZIONE GIAN PAOLO BARBIERI costituita nel 2016 dallo stesso Gian Paolo Barbieri, pone le sue basi sull’archivio che conserva preziosamente tutto il patrimonio artistico dell’autore. Fin dalla metà degli anni Sessanta, Barbieri è stato il fotografo dei grandi stilisti, da Valentino ad Armani, da Versace a Ferré. Le sue immagini hanno dettato il gusto e lo stile della società. Le sue opere sono esposte nei musei di tutto il mondo.  

MAURIZIO REBUZZINI direttore del mensile FOTOgraphia, è noto per la sua sistematica raccolta di oggetti a ispirazione e richiamo fotografici. Il suo studio è cresciuto lungo due direttive coabitanti: gli utensili del mestiere fotografico e la libreria/biblioteca. 

STUDIO FRANCESCO RADINO Fotografo professionista dal 1970, Radino sceglie di operare in vari ambiti, dalla fotografia industriale al design, dall’architettura al paesaggio. Da sempre intreccia lavoro professionale e ricerca artistica ed è oggi considerato uno degli autori più influenti nel panorama della fotografia contemporanea in Italia. Il suo archivio è formato da alcune decine di migliaia di negativi di vari formati e file digitali, comprendendo anche stampe vintage e moderne.

FERDINANDO SCIANNA è uno dei più noti fotografi italiani. Ha iniziato negli anni Sessanta raccontando per immagini la cultura e le tradizioni della sua regione d’origine, la Sicilia. Il lungo percorso artistico del fotografo si snoda attraverso tematiche quali la guerra, frammenti di viaggio, esperienze mistiche, religiosità popolare, legati da un unico filo conduttore: la costante ricerca di una forma nel caos della vita.

ARCHIVIO UGO MULAS Ugo Mulas (1928-1973) è considerato uno dei più importanti fotografi del dopoguerra. Dopo le prime prove nella Milano del Bar Jamaica, diviene uno dei più attivi fotoreporter italiani, nonché un innovatore nell’ambito del ritratto, della fotografia industriale, di teatro e di architettura, di moda e di pubblicità. La sua fama è però legata alla collaborazione con le avanguardie artistiche italiane e internazionali degli anni Sessanta e Settanta di cui diviene partecipe e interprete. Le Verifiche, un’analisi teorica ed estetica del mezzo fotografico, chiudono una breve e operosissima vita. 

PAROLINI LAB è un punto di riferimento dal 1973 per la stampa professionale tradizionale in bianco e nero. Molti dei bei nomi della fotografia di moda, pubblicitaria, editoriale e artistica hanno stretto da tempo con Daniela e Patrizio Parolini un vero e proprio sodalizio professionale e umano da cui sono scaturite alcune delle immagini icone della nostra epoca. Dal 2017 il Laboratorio Parolini ha deciso di aprirsi al pubblico con un progetto che comprende l’esposizione e la vendita di immagini selezionate dai clienti fotografi. All’interno del laboratorio si trova uno micro-galleria, più propriamente una camera espositiva in cui secondo una sequenza fluida si alternano talenti della fotografia noti e meno noti. 

 

 

Orari e prenotazioni visite

FONDAZIONE GIAN PAOLO BARBIERI con l’autore e Mariateresa Cerretelli, photo editor GRIN

Lunedì 22 ottobre alle 10.00 e alle 14.00

Max 10 persone

info@fondazionegpb.it – via Lattanzio 11, Milano

 

MAURIZIO REBUZZINI con Mariateresa Cerretelli, photo editor GRIN

Martedì 23 ottobre alle 15.30

Max 15 persone

graphia@tin.it – via Zuretti 2/A, Milano

 

FRANCESCO RADINO con l’autore e Giovanna Calvenzi, photo editor GRIN

Martedì 23 ottobre alle 10.00

Max 15 persone

info@francescoradino.it – via Candiani 123, Milano

 

FERDINANDO SCIANNA con l’autore e Alfredo Albertone, photo editor GRIN

Mercoledì 24 ottobre alle 10.00

Max 15 persone

ferdinando.scianna@fastwebnet.it – via Giannone 6, Milano

 

ARCHIVIO UGO MULAS con Melina Mulas, Alessandra Pozzati e Giovanna Calvenzi, photo editor GRIN

Giovedì 25 ottobre alle 11.30

Max 10 persone

info@ugomulas.org – via Piranesi 10, Milano

 

PAROLINI LAB con gli stampatori e Giovanna Bertelli, photo editor GRIN

Venerdì 26 ottobre alle 10.30 e alle 15.00

Max 4 persone

parolinilab@gmail.com – via Giorgio Jan 10, Milano

 

Archivi Aperti 2018 / Visite

Racconti e testimonianze dalla quarta edizione

Grande partecipazione e tanto interesse anche quest’anno per le visite agli Archivi Aperti organizzati dal GRIN con Rete Fotografia.

Il GRIN ringrazia Gian Paolo Barbieri, Ferdinando Scianna, Francesco Radino, Melina Mulas per l’Archivio Ugo Mulas, Maurizio Rebuzzini e il Laboratorio Parolini che hanno dato la loro grande disponibilità agli appassionati di fotografia aprendo le porte dei loro straordinari spazi e archivi.

Archivi, studi, laboratori: sei visite in luoghi Milanesi da scoprire

STUDIO FRANCESCO RADINO di Giovanna Calvenzi

Da Francesco Radino eravamo in cinque ma tutti estremamente appassionati e competenti. Francesco Radino e Cristina Omenetto ci hanno accolti in studio con grande generosità e ci hanno raccontato come è iniziata la loro carriera e come sono arrivati a creare un archivio importante e in continua evoluzione. Radino ha sottolineato la sua incapacità di appassionarsi e di praticare un unico linguaggio ma ha dichiarato, al contrario, di essere sempre stato interessato a tutte le possibili diversificazioni che la fotografia gli propone.

ARCHIVIO UGO MULAS di Giovanna Calvenzi

All’archivio Ugo Mulas eravamo una decina e siamo stati accolti da Melina Mulas e da Alessandra Pozzati che ci hanno illustrato le diverse tipologie di materiali che l’Archivio conserva. Hanno raccontato l’attività di catalogazione, di conservazione e il loro rapporto con il mercato editoriale e il mercato dell’arte. Con grande competenza Alessandra Pozzati ci ha mostrato negativi, provini, stampe ed è entrata nel merito degli interessi e delle realizzazioni di uno degli autori più importanti della fotografia non solo italiana.

PAROLINI LAB di Giovanna Bertelli

Daniela Patrizio e Valentina Parolini hanno svelato le tecniche di stampa tradizionali con una dimostrazione pratica a cui è seguita una piacevole conversazione sulla tecnica e sulla realtà contemporanea dei laboratori fotografici analogici.

ARCHIVIO MAURIZIO REBUZZINI di Maurizio Rebuzzini

A parte la quantità e qualità di presenza fotografica nel mio spazio operativo (studio? redazione di FOTOgraphia? accumulazione di testimonianze eterogenee, da apparecchi e accessori storici al cinema, da fumetti ai definibili gadget?) ciò che mi pare faccia la differenza, stabilendo un passo, identificando una personalità, è il loro collegamento ideale e individuato. Nulla è per se stesso – come, peraltro, pure è – ma tutto ruota attorno un’idea sovrastante di apprezzabile vitalità. Nella visita di martedì 23 settembre, mi auguro che questo sia stato precisato e definito, oltre che evidenziato. Del resto, libri e oggetti, nello specifico riferiti alla fotografia, qualsiasi cosa questa significhi per ciascuno di noi, non sono aridi punti di arrivo ma – come tanto altro – straordinari s-punti di partenza (soprattutto, privilegiati). Cosa si è voluto sottolineare nel cammino comune all’interno della materia convenuta (la fotografia)? Semplice: che le cose, come i luoghi, hanno un proprio significato, come le parole, e ognuno di noi può leggerle come se fossero (in) un libro. Pensiamo anche a un apparecchio fotografico, a un obiettivo, a un accessorio, a un libro, a una carte-de-visite: sono come frasi, che hanno un proprio significato.

Ringrazio i convenuti, i partecipanti, augurandomi di aver lasciato/trasmesso loro qualcosa.

Ringrazio il Grin per aver inteso il mio passo come opportuno in qualsivoglia percorso fotografico. Ringrazio i miei oggetti (libri, gadget, film, apparecchi fotografici e contorni) per essersi resi disponibili a questo racconto.

FERDINANDO SCIANNA di Alfredo Albertone

“Buongiorno, che cosa posso raccontarvi?”        

Ferdinando Scianna non finisce mai di sorprendermi anzi stupirmi, in ogni incontro in ogni occasione in cui ho la fortuna di incontrarlo e poterlo ascoltare. Perché?

Non finisce di stupirmi per la sua generosità e umiltà!

Per due ore  si è raccontato, ha spiegato/narrato il suo lavoro a partire dalle prime foto in Sicilia, passando per Feste religiose in Sicilia, il suo lavoro di reporter negli anni ’60 culminato con L’Europeo dove iniziando da fotografo reporter diviene corrispondente a Parigi.

La moda iniziata con il memorabile incontro/avventura con Marpessa grazie ai cataloghi fatti con e per Domenico Dolce e Stefano Gabbana in una Sicilia di sogno ma allo stesso tempo così vera, così forte, mai finta.

Ha raccontato dei tanti libri ognuno dei quali considera come punto di arrivo e riflessione del periodo in cui vengono stampati, della fatica e grande passione nel farne (circa 50!).

E, altrettanto efficace, Scianna lo è stato nel descrivere la sua “terribile” e faticosa avventura nel catalogare e creare il suo archivio, la sua memoria non ne aveva bisogno ma l’averlo fatto è stato strumento preziosissimo per il progettare i libri fatti negli ultimi 10 anni.

Libri che partendo dai primi passi della sua memoria (non digitale) fanno sì che nasca Quelli di Bagheria libro realizzato con le prime fotografie scattate in giovanissima età, che raccontano tra immagini e parole un mondo ancora una volta magico ma terribilmente vero, reale, non artefatto.

Visti & scritti, libro di ritratti è definizione troppo comoda, dove l’immagine e lo scritto narrano i tanti incontri uno più interessante dell’altro con artisti, intellettuali e tante/i  donne/uomini, ognuno mai qualunque.

Ti mangio con gli occhi, un divertente ed emozionante viaggio attraverso tante fotografie e ricordi di una delle azioni più importanti per gli esseri umani: mangiare. I sapori, il ricordo dei sapori e dell’esperienza del vivere.

E tanti altri ancora.

Per due ore si è raccontato/dato con umiltà (Ferdinando da giornalista sa essere conciso e allo stesso temp esauriente, quindi non stupitevi) agli ospiti di questo incontro organizzato.

All’uscita mi parevano tutti un poco stregati e affascinati da Scianna, come lo sono anche ed ancora io, che ho avuto il piacere/onore di lavorare e conoscerlo da tanti anni.

FONDAZIONE GIAN PAOLO BARBIERI di Mariateresa Cerretelli

Due visite alla Fondazione Gian Paolo Barbieri hanno aperto a un pubblico numeroso lo studio di uno dei più grandi fotografi italiani, partendo da una proiezione sulla sua carriera a partire dagli esordi negli anni Sessanta. E poi l’archivio ricchissimo di provini, stampe iconiche e il grande tavolo con tutti i suoi volumi da sfogliare. Senza dimenticare la mostra L’Estetica della Ribellione. IL Sessantotto, allestita per l’occasione, nel salone principale dove Gian Paolo Barbieri ha presentato le fotografie più famose di quegli anni, espressione della sua totale libertà creativa, della sua cultura teatrale e cinematografica e della sua genialità senza pari. Accanto alle immagini, realizzate con la complicità delle sue muse, modelle famose come Isa Stoppi, Benedetta Barzini o Pat Cleveland, in una teca le macchine fotografiche, i rullini e il materiale fotografico di quell’epoca con le tante copertine e i servizi pubblicati, da Vogue a Linea Italiana. E poi un set montato alla perfezione con fondali e attrezzature originali che celebra lo shooting come era negli anni Sessanta.