Mario Dondero (1928-2015), Cesare Colombo (1935-2016) e Carla Cerati (1926-2016), tre formidabili protagonisti della fotografia italiana, sono scomparsi a poca distanza l’uno dall’altra. Diversi per esperienze e pratiche professionali, hanno tuttavia condiviso una concezione etica e impegnata della fotografia. Fedeli al linguaggio fotogiornalistico, hanno realizzato storie importanti, ritratti, mostre, libri di immagini, viaggiato nel mondo (soprattutto Mario Dondero), alternato scrittura e fotografia (Carla Cerati) e svolto un’importante operazione culturale a favore dell’immagine fissa (Cesare Colombo).La Galleria Bel Vedere ha avuto con ognuno di loro rapporti di stima e di amicizia e ha quindi deciso di concludere la sua stagione espositiva con un ricordo comune, affidato a un tema che in qualche modo li ha accomunati: l’interesse e l’empatia nei confronti degli esseri umani. Gli autori: Mario Dondero (Milano 1928 – Fermo 2015), di origini genovesi, è stato uno dei più famosi fotoreporter italiani. Giovanissimo partigiano, si è accostato molto presto al giornalismo, prima scritto poi fotografico, iniziando a collaborare negli anni ’50 con i più importanti quotidiani e settimanali italiani. Ha vissuto a lungo a Parigi, poi a Londra e a Roma. Noto per il suo impegno civile e sociale, ha documentato in Afghanistan il lavoro dei medici di Emergency. È stato Camallo onorario della Compagnia Unica dei Portuali di Genova. Cesare Colombo (Milano 1935-2016), per cinquant’ anni ha affiancato al lavoro di fotografo – con indagini sulla società italiana ed un’attenzione particolare ai temi dell’architettura e dell’industria – una riconosciuta esperienza nella ricerca sulle immagini e nella produzione di rassegne storiche. Tra le sue opere: il fotolibro Milano veduta interna (1990), le mostre storiche Scritto con la luce (1987), La fabbrica di immagini (1988), Un paese unico. Italia fotografie 1900-2000 e l’antologia Lo sguardo critico. Cultura e fotografia in Italia 1943-1968. Di recente sono usciti due libri dedicati alla sua opera, curati da Giovanna Calvenzi: Life Size/Photos 1956–2006 e Milano. Ingresso libero. Carla Cerati (Bergamo 1926 – Milano 2016), negli anni ’50 scopre la fotografia e dal 1960 si dedica a quella di teatro. Attenta osservatrice dei fenomeni sociali, pubblica sui principali periodici italiani: L’Illustrazione Italiana, Vie Nuove, L’Espresso, Du e Leader. Dall’incontro con Franco Basaglia nel 1968, nasceranno alcune delle sue foto più famose sulla situazione dei manicomi italiani, che pubblicherà insieme a Gianni Berengo Gardin nel libro-documento Morire di Classe (1969). Affascinata dalla vita sociale del boom economico, pubblica Mondo cocktail (1974). Coltivando in parallelo alla fotografia una passione e vocazione per la scrittura, pubblica nel 1973 il suo primo romanzo Un amore fraterno, finalista al Premio Strega.

La mostra si è tenuta in Bel Vedere Fotografia dal 20 maggio al 11 giugno 2016.

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Comunicato stampa