Impressioni e immagini dalla visita allo studio di Piero Gemelli

| Testo a cura di Laura Davì

Un po’ come entrare in una Wunderkammer. Anche questo è stato la visita allo studio di Piero Gemelli, lunedì 23 ottobre, uno degli appuntamenti organizzati dal GRIN per Archivi Aperti, manifestazione di Rete Fotografia giunta alla sua terza edizione.

Fotografo, architetto, art director, fine pensatore,  eclettico artista e Socio Ad Honorem di AFIP, Piero Gemelli ha accolto nel suo studio  me, in veste di rappresentante del GRIN, e una ventina di ospiti privilegiati. Ci ha accompagnati guidandoci in un intenso percorso nel mondo della sua creatività svelandoci alcuni dei suoi innumerevoli tesori. In splendida forma e con grande generosità ci ha raccontato di sé e dei suoi lavori mostrando appunti, disegni e agende di studio che parlano del mondo della fotografia più alta degli anni 90, di Vogue e della più prestigiosa editoria internazionale. Ha aperto per noi scatole che custodiscono gli oggetti con cui creava le opere che andava poi a fotografare per i suoi still life e che restano come espressione della sua arte anche oltre la modalità espressiva della fotografia.

Ha mostrato polaroid, stampe vintage delle sue fotografie diventate iconiche, libri, oggetti ritrovati guardandosi intorno ovunque fosse nel mondo, e ci ha incantato coi suoi poetici ready-made. Raffinato, colto e grande affabulatore,  ha intrattenuto gli ospiti ammaliandoci con la sua intelligenza sottile ed esuberante, con eleganza, ironia e grande generosità. Una visita ricca anche di spunti di riflessione sui concetti di arte fotografia architettura e di profonde considerazioni sui grandi temi del tempo, della creatività. Che Piero Gemelli sia anche filosofo? Chissà!

Laura Davì
PhotoEditor