Nel 1989, in occasione del 150mo anniversario dell’invenzione della fotografia, Joachim Schmid dichiarò: «Nessuna nuova fotografia finché non saranno utilizzate fino in fondo quelle già esistenti!», un intento al quale è rimasto fedele fino a oggi.

La posizione di Schmid nasce dalla consapevolezza che la civiltà dell’immagine vede una continua e crescente produzione di fotografie. Si instaura così un vero e proprio processo di proliferazione, fino all’assuefazione e alla saturazione, talvolta al non-senso. E Schmid decide di fare una vera e propria opera di riciclo artistico. Si limita a cercare, raccogliere, riutilizzare fotografie già esistenti e scattate da altri, ma anche figurine, inviti di mostre, manifesti, cartoline, immagini stampate su libri, giornali, dépliant, trovate nei mercatini, negli archivi, o prelevate da siti internet e social network. Interrompe così il flusso, e le rigenera nel significato e nella destinazione d’uso.

L’ opera di Joachim Schmid rappresenta oggi un’idea postmoderna profondamente presente nell’arte contemporanea: quella di riappropriazione e di ridestinazione dei prodotti della cultura degli uomini a significati sempre nuovi e diversi.

a cura di Roberta Valtorta

2 dicembre 2012 – 5 maggio 2013

Museo di Fotografia Contemporanea Villa Ghirlanda, via Frova 10 Cinisello Balsamo, Milano

mercoledì, giovedì e venerdì dalle ore 15 alle 19
sabato e domenica dalle ore 11 alle 19

schmid2 © Joachim Schmid