dall’introduzione:

“Tra loro c’è chi si dice nato fotografo, altri arrivano più tardi a scegliere questa strada. Cominciano a scattare, qualcuno per caso. Usano una Rolleiflex regalata dal padre o scambiata con 10 chili di margarina; una Kodak pieghevole, a soffietto. Una piccola Leica particolarmente maneggevole. Una Pentax in grado di cogliere dettagli nettissimi.
C’è chi è guidato da un forte desiderio di rappresentare la realtà e chi si interroga sul confine nebuloso tra l’immagine inquadrata e le sue possibili interpretazioni. Chi segue il filo preciso di un tema; chi sente il dovere etico della denuncia civile; chi sceglie un mondo illusorio minuziosamente ricostruito in studio e parla con un linguaggio metaforico, surreale; chi all’illusione preferisce il sogno realizzabile, la poesia scovata nella vita di tutti i giorni. (…)

E’ un coinvolgimento ad alta tensione quello di chi, per trasmettere emozioni, non può fare a meno di assorbirle e di elaborarle: non solo visivamente.
Del resto tutti i grandi fotoreporter sono, spesso per scelta e a volte inconsapevolmente, anche testimoni della nostra storia, delle sue contraddizioni e del suo backstage, una preziosissima risorsa per la nostra memoria collettiva. (…)
Molti sono veri e propri esploratori che partono per un numero incredibile di spedizioni attraverso un numero incredibile di paesi e percorrono un numero incredibile di chilometri, anche a piedi, in foreste e giungle e deserti o lungo sentieri d’alta quota tracciati millenni prima”.
nel volume:

Dorothea Lange
Alfred Eisenstaedt
Cecil Beaton
Margaret Bourke-White
George Rodger
Henri Cartier-Bresson
David Seymour
Robert Doisneau
Robert Capa
Werner Bischof
W. Eugene Smith
Ernst Haas
Marc Riboud
Larry Burrows
Elliott Erwitt
Ferdinando Scianna
Abbas Attar
Sebatião Salgado

224 pagine, rilegato
White Star, novembre 2017