«Il vincitore del World Press Photo 2012 è lo svedese Paul Hansen con una fotografia che ritrae un funerale in una strada di Gaza. Le polemiche sull’uso di photoshop da parte dell’autore si sono accese sul web. I pareri sono contrastanti e la discussione è aperta.La sensazione è che si stia girando intorno a un lampione senza capire che la lampadina è fulminata, per questo non c’è luce. Il problema delle manipolazione delle immagini esiste da quando esiste la fotografia (analogica e digitale). C’è qualcuno che si ricorda la storia del miliziano di Robert Capa? L’annegato di Bayard? (tempi in cui il reportage non esisteva). Le stampe a confronto coi negativi di Richard Avedon?
Non voglio riaprire la polemica in questo post. E non voglio nemmeno parlare della fotografia dell’ex marines di Paolo Pellegrin. E’ troppo facile puntare il dito contro qualcuno. E anche troppo comodo. La cosa più triste è che i fotografi si fanno la guerra tra loro.
Ma quello che mi colpisce di tutto questo dibattito è il fatto che quelle fotografie che documentano la realtà che ci circonda, la nostra storia, i nostri dolori, le nostre gioie non sono nei luoghi dove sarebbe naturale trovarle. I giornali.
Forse per questo la discussione diventa rarefatta, si attorciglia su se stessa, si attacca a questioni falsamente etiche. E la cosa più triste è che i fotografi si fanno la guerra tra loro.
La foto di Paul Hansen è un capolavoro, ritoccato e no rimane un capolavoro. Non si coglie una manipolazione della realtà. Che ci fosse il sole o no è ininfluente. .
La massa di uomini (e non ci sono donne) estesa a perdita d’occhio, incastrata in un’imbuto di strada che corre verso il fotografo (e ognuno di noi) portando tra le braccia e nel cuore una tragedia, l’avrei voluta vedere sulla prima pagina del Corriere della Sera o di Repubblica.
Ma non è successo.
E qui si tratta di una foto singola. Se si parla di storie è ancora peggio, non si trovano, non si vedono. Bisogna spulciare tra i blog, perdere gli occhi sul web, andare su quei pochi giornali stranieri. E allora se ifotografi non producono storie (così come sottolinea Renata Ferri nel suo blog) forse dipende dal fatto che tutto questo prezioso materiale non sanno dove metterlo?».

Samantha Primati

Le fotografie vincitrici saranno in mostra al Museo di Roma in Trastevere dal 3 maggio e alla galleria Carla Sozzani di Milano dal 5 maggio.

world-press-winner-2-versions-paul-hansen © Paul Hansen