«Poi sono rimasto lì come un comandante che guarda la battaglia o un bambino che si stupisce»

dal cuore di tutti i tuoi amici:

«Il mio ricordo di Gabriele è vivissimo. Ho avuto il piacere di intervistarlo tante volte e ogni volta imparavo qualcosa dalla sua cultura, dall’acutezza della sua visione e dalla sua umanità prorompente.
Era sempre così anche quando lo incontravi alle mostre o durante i vari incontri  della fotografia o nei Festival. Grande e generoso.
Non potrò mai dimenticarlo. La grande umanità di Gabriele è rimasta incisa nel mio cuore»
Mariateresa Cerretelli

ritratto-nora-raggio1 Gabriele Basilico © Nora Raggio

«Ci mancherà il tuo sorriso, ci mancherà il tuo parlare di uomo colto e appassionato, ci mancherà la tua affettuosità, ci mancherai…
ma tra noi ci sarai sempre , nelle strade di Milano, nelle tue fotografie del mondo , nei nostri pensieri»
Elena Ceratti

gabriele-1977-copia Gabriele nel 1977 © Maurizio Zanuso

«Tanti anni sono passati da quando ho conosciuto Gabriele. Per anni ho studiato e insegnato la sua opera e continuerò a farlo. Ho scritto tante volte su di lui, sempre imparando. Fa parte della mia vita. Gli devo moltissimo. In rare persone al mondo si trovano uniti sensibilità artistica, altezza intellettuale, impegno civile, bontà, gentilezza, generosità, profondo senso dell’amicizia, serietà e semplicità, e Gabriele è stato una di queste. Un uomo di successo che aiutava tutti. Un grandissimo. Lascia un vuoto, per lui si può dire. Il tempo ci dirà con sempre maggiore evidenza l’importanza della sua opera e ci porterà a vogliergli bene sempre di più»

Roberta Valtorta

gabirle-c2a9-thorimbert © Toni Thorimbert

Allora, sì. Abbiamo pianto.
Abbiamo pianto per Gabriele, ma abbiamo pianto anche per noi, perché senza di lui ci siamo sentiti più soli, più tristi, più poveri, più vecchi.
Abbiamo pianto di rabbia perché una parte di noi si ribella ancora al destino.
Ho provato a visualizzare come sarebbe stato Gabriele al mio funerale.
Spero non suoni un’idea troppo strana. Ma io me lo vedo troppo bene. So cosa avrebbe detto, dove si sarebbe messo in chiesa, so come avrebbe avuto gli occhi, come avrebbe messo le spalle.
Ho sorriso dentro di me perché so che la trafila l’avrebbe fatta tutta, intensamente.
Avrebbe ascoltato le parole, avrebbe salutato i presenti, li avrebbe abbracciati come noi facciamo per darci un po’ di coraggio.
Con gli intimi avrebbe detto cose belle di me, avrebbe cercato di definirmi, avrebbe trovato il momento adatto per raccontare la mia figura nello spazio del mondo.
Avrebbe detto cose che sicuramente avrei amato sentire.
Però so anche che a un certo punto ci avrebbe infilato qualcosa di leggero. E buono.
Ci avrebbe infilato uno di quei giochi o versi, uno di quei gesti alla Totò, quelle battute che non fanno veramente ridere ma sono scherzi, suoni, sopracciglia alzate, ammiccamenti, rimandi a risate anche trascorse, magari da anni. Cose sentite dire, rielaborate da scenette radiofoniche orecchiate e ri-trasformate in un codice di atteggiamenti tutto suo, un mondo surreale, un contraltare a quell’altra parte, quella seria, quella importante.
E magari qualcuno (magari proprio la Giovanna) lo avrebbe pure guardato male, con un po’ di rimprovero: “Ma insomma, Gabriele non è il momento!”.
Invece è il momento.
Ed è il momento anche per noi tutti di sorridere, magari con gli occhi che lacrimano (ma è solo il vento)
E’ il momento di accettare che Gabriele è una persona così vivida nel nostro cuore, così presente nella nostra vita che ad essere tristi gli faremmo davvero un torto, se proprio oggi – che vogliamo essergli tanto vicini – non facessimo nostra la sua leggerezza.
Sarebbe molto sorpreso, Gabriele, chissà, addirittura deluso.
Potrebbe pensare che tutte quelle adorabili scemenze con cui ci ha deliziato tutta la vita non siano state capite, siano andate sprecate.
Grazie Gabriele. No, io non voglio sprecare niente, niente, niente, di tutto quel tantissimo che mi hai dato. Voglio essere felice.
E quando sarà il momento, certo verrò su a vedere la tua mostra, quella grande, quella grandissimissima, quella che – ne sono certo – state già progettando, in questo momento, tu e San Pietro, là in Paradiso…

Toni Thorimbert

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«Quello sguardo preciso e appassionato Gabriele Basilico lo aveva nel tempo costruito osservando e fotografando Milano: i muri delle fabbriche, le facciate vibranti dei palazzi borghesi ma anche i visi, le feste, i segni lasciati nelle strade dalla vita quotidiana. Milano, le sue proporzioni, sono state la matrice di ogni scatto, di ogni scoperta, di ogni fotografia di Gabriele Basilico. Anche per questo Milano oggi non perde solo un osservatore appassionato e un testimone nel mondo; perde un pezzo di sé stessa. Per la cultura, l’arte, la fotografia – anche per me, che a Gabriele devo moltissimo – è un momento di grande tristezza»

Stefano Boeri

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«Di Gabriele ho una immagine molto dolce.
Era un simpatico gattone. Quando ci riunivamo con il GRIN a casa sua e di Giovanna c’era sempre la tavola imbandita di dolci e dolcetti cucinati da noi. All’improvviso faceva capolino Gabriele, che tra una battutina e un sorriso, golosamente rubacchiava le leccornie. Noi mollavamo tutto quello che stavamo facendo e lo ascoltavamo sorridenti. Ci ha sempre incantato, sia quando parlava di fotografia ad altissimo livello, sia quando scherzava perfettamente a suo agio in mezzo a tante donne.
Un leone con la sua leonessa accanto….quanto vi voglio bene Gio e Gabriele»
Chiara Spat

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«La fotografia italiana e internazionale ha perso uno dei suoi più grandi autori, un maestro della misurazione dello spazio e dell’analisi dell’ambiente urbano, un intellettuale impegnato e profondo, una bandiera della nostra cultura visuale»

Michele Smargiassi

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«Di Gabriele Basilico, ho questo ricordo: avrebbe voluto fare un giorno un lavoro sulle nuove chiese costruite dagli anni 60 in poi. Io gli chiedevo perché, visto che in gran parte quelle chiese sono così brutte. E lui, con molta semplicità, mi ribatteva che la vita sa rendere interessanti e anche belle anche le cose brutte»

Giuseppe Frangi

«La tua passione, la tua generosità, il tuo buonumore, la tua simpatia, la tua attenzione, la tua curiosità, la tua eleganza, la tua voce e la tua barbona rassicurante. Mi mancheranno, ma tu sarai sempre nel mio cuore»

Samantha Primati

404385_10200505442068885_1984066755_n Gabriele e Giovanna © Cosmo Laera

521627_10151299718747919_1362822696_n Gabriele © Barnaba Ponchielli

Gian Giacomo Stiffoni ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 13:11

Ho avuto la fortuna di fare da assistente a Gabriele varie volte negli ultimi quattro anni; a partire dai nostri primi due viaggi in Spagna nel 2009. Come sempre con lui era facile arrivare a una grande complicità. Da subito siamo quindi diventati amici. Non ho mai sentito la distanza maestro allievo anche se lui per me è stato Il Maestro. Fotografare per lui era impegno, rigore e fantasia ma anche divertimento e passione. Una lezione che mi ha trasmesso e a cui penso ogni volta che scatto una foto. Stanchi alla fine di una giornata di lavoro si era sempre gioiosi e pronti a godersi tutti gli attimi vissuti durante la giornata e quelli a venire il giorno dopo. I ricordi sono tanti e sempre belli. Mi risulta quasi impossibile pensare che non lo vedrò più. Grazie Gabriele di aver fatto parte anche se per poco della mia vita!!!

Alessandra Capodacqua ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 13:50

Ho avuto il privilegio di passare del tempo in compagnia di Gabriele.
La sua amicizia, i suoi consigli e il suo sguardo resteranno per sempre un patrimonio per me inestimabile.
Vola alto Gabriele sei nel cuore di tutti
Alessandra

Gabriele Orlini ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 13:52

Ho conosciuto la Persona molto prima delle sue Fotografie, che hanno alimentato il mio amore per Milano.
Ricorderò Gabriele come una persona che era impossibile non volergli bene.

Daniele ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 13:58

Ho sempre avuto grande ammirazione per il lavoro di Gabriele Basilico…
In particolare avendo lavorato a Sesto San Giovanni per il lavoro sulle ex fabbriche
Recentemente ho studiato con molta attenzione il libro sul Parco Agricolo Sud Milano per trovare inspirazione per un mio progetto …
Un maestro
Daniele

Fausto Giaccone ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 14:05

Mi spiace non aver avuto l’occasione di conoscere Gabriele personalmente più a fondo, ho sempre stimato molto il suo lavoro che ha allargato la mia capacità di guardare il mondo.
MI ha colpito, durante la presentazione della sua opera, fatta a Forma qualche mese fa, la modestia e la semplicità con cui ha raccontato il suo percorso. Mi mancherà molto la sua presenza generosa, oramai familiare, ad ogni manifestazione del mondo della fotografia a Milano. Immagino che riposerà serenamente nell’affetto e nella stima di chi lo ha conosciuto.

Grazia Neri ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 14:09

Ci sarai sempre per me:quando attraverso Milano ora la vedo con lo stesso sguardo con il quale l’hai fotografata.
Mi hai insegnato a vedere le metropoli. Mi ricordo una sera a casa mia dopo la morte del mio Renato nella quale i ricordi del tuo incontro con lui mi hanno scaldato il cuore. Grazie Gabriele.

Gabriele Croppi ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 14:10

Ciao Gabriele,
ricordo con piacere quando, una ventina di anni fa, ci conoscemmo al laboratorio De Stefanis di Milano. Ero al mio primo impiego, e mi sembrava un privilegio poter maneggiare ed osservare da così vicino le tue stampe.
Grazie.

Lorenzo Amaduzzi ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 14:12

Un breve incontro (”Paesaggi urbani contemporanei”, Urbino, 2010). Unica occasione, per confermargli di persona stima ed apprezzamento.

Cristiano Mazzoli ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 14:13

Ci lascia un grande uomo…al di là della sua espressione artistica…
Ciao

Giovanni Hanninen ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 14:15

La prima volta che ho incontrato Gabriele non riuscivo neanche a parlargli tanto ero emozionato. Per me era Basilico, il mito, i suoi lavori, il suo metodo, i suoi passi, la sua distanza e misura dello spazio. Tutte cose da ammirare e da cui imparare per riportarle in ogni ambito.
Gabriele però non è stato solo un maestro per me. Negli ultimi anni ho avuto l’onore di conoscere l’uomo: la sua ironia, il suo buon umore, la sua generosità.
Il mito e i lavori di Gabriele non sono le uniche cose che rimarranno: chi ha avuto la fortuna di incrociare il suo cammino porterà per sempre in sé i suoi sorrisi, le sue pause e i suoi sguardi che vedevano oltre.

Riccardo ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 14:16

Grande fotografo e grande uomo dalla grande consapevolezza del proprio lavoro,straordinario interprete rivolto oltre che al grande pubblico degli appassionati di architettura e fotografia alla gente e agli occhi dell’uomo comune. . Che la terra ti sia lieve.
Un maestro vero!
Riccardo.

Marco Dapino ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 14:19

Ciao Gabriele,
sono stato poco nel tuo studio ma non potrò mai dimenticare alcune lunghe chiaccherate in macchina le volte che uscivamo per qualche lavoro.
La tua passione per quello che facevi scandiva ogni tuo gesto o parola lasciando al tuo interlocutore l’emozione di parlare con un vero Maestro.
Mi piace ricordarti con una tua immagine significativa :
Le Treport, Mers, Les Bains (dalla serie Bord de mer ) . Un tempo, ma forse anche adesso, era nel tuo studio grande, enorme, maestosa. Un giorno mi raccontasti di quel attimo in cui l’hai scattata prima di un temporare con quel cielo carico di elettricità e vitalità.
Ecco io ti vedo li dentro maestoso e pieno di vita!
Cercherò di andare forte come mi dicevi tu : ” Vai forte ragazzo, dai che ce la fai, tu ce la farai…”
Mi mancherai sopratutto come uomo e sarai un esempio da seguire.

col cuore

Marco

Fabrizio Annibali ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 14:20

Mi sono spesso domandato perchè, Gabriele Basilico, fotografo di architettura, sia sempre stato una figura così importante per chi come me non si occupa di tale genere. Forse le ragioni sono varie ma vorrei riprendere le sue parole quando affermava che in Berengo vedeva lui stesso un maestro formativo.

Grazie Gabriele per la bellezza che ci hai lasciato, ne faremo tesoro.

Fabrizio.

Roberto Koch ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 14:22

Gabriele era un uomo buono e dolce, e molto generoso. Era un grande intellettuale, e dialogare con lui è sempre stato per me un motivo di piacere e di apprendimento. A Gabriele devo molto e gli volevo molto bene. Nelle scorse settimane avevamo lavorato insieme al suo nuovo libro – che purtroppo non ha potuto vedere stampato – e ne era felice.
Milano, la cultura italiana ed europea, noi tutti perdiamo una grande personalità. Tra ieri e oggi ho avuto modo di sentire grandi fotografi fuori dall’Italia suoi colleghi affranti per la notizia e affettuosamente legati a lui con stima e ammirazione.
Dovremo continuare ad imparare da lui. un maestro in tutti i sensi. Per me sarà sempre un riferimento
Roberto Koch

Silvana Turzio ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 14:23

Gabriele: lo sguardo di un bambino che ogni volta si guarda intorno come se fosse la prima volta, il sapere di un’esperienza ricchissima, la grandezza di una persona che è nata e cresciuta nel rispetto della terra che lo ha generato. Ci ha insegnato ad amare Milano e tutte le città del mondo perchè lì vivono gli uomini di oggi. E Giovanna è stata la sua guida, il suo sostegno, la sua compagna perfetta. Vi vogliamo tutti bene.

Maysa Moroni ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 14:31

Quando studiavo fotografia cercavo in giro per Milano di ripetere scatti che somigliassero ai suoi.
Non ci riuscivo, ovviamente, ma ho imparato a guardare la mia città con i suoi occhi.

Grazie infinite

Maysa

Alessandro Branca ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 14:32

Ciao Gabriele, ricordo ancora quando nei primi anni novanta ti vidi per la prima volta ad una conferenza dove presentavi il tuo capolavoro realizzato a Beirut. Ti ricordo ancora oggi con l’emozione provata allora! Mi dispiace solo di non aver mai avuto l’occasione di stringerti la mano. Abbraccio tutti quelli che ti hanno conosciuto personalmente e soffrono per la tua assenza!
Addio Gabriele, sei un grande!

Laura ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 14:37

Profonda tristezza per la perdina di un grande fotografo. Con le sue foto austere, pulite, “nude” ho conosciuto un genere di fotografia che non posso smettere di amare.
Semplicemente grazie!

Rino Bianchi ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 14:42

Gabriele animava le cose inanimate. Nelle fotografie non ci sono persone eppure si avvertono. Ecco conosceva il “SAPER VEDERE”…
Alle tue idee
Molta forza!

Claudio Marcozzi ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 14:50

Gabriele intercettava armonie che una persona normale difficilmente percepiva e metteva nel paesaggio tanto di quel sentimento che la presenza dell’uomo urlava anche se fisicamente era assente dall’inquadratura. Le sue immagini sempre straripanti di umanità: nelle strade vuote, ad ogni incrocio, ogni riva o marciapiede, sui muri.
Arrivederci Gabriele, adesso, ancora di più, ci sarai dentro anche tu. Per sempre.

Niccolò Biddau ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 14:54

Quante cose avevi ancora da raccontare e quante emozioni ci hai donato! Hai avuto un talento straordinario che ci ha aiutato a capire meglio tanti aspetti della nostra vita. In tanti ti hanno amato, in tanti ti ameranno.
Grazie per i tuoi insegnamenti.
Niccolò Biddau

Danilo Donzelli ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 14:58

Ciao Gabriele, grazie di averci insegnato a vedere oltre..

Eva Tomei ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 14:59

Non ho avuto la fortuna di conoscerti personalmente, ma il privilegio di farlo attraverso i tuoi lavori, profondi, innovativi, sensibili…
Attraverso quelli resterai, resterà la parte di te che hai scelto di condividere col mondo, attraverso le tue opere sei ancora qui
Eva

Sasà ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 14:59

Hai lasciato più di quanto hai preso.
Un esempio.
Grazie.

Federico Galli ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 15:00

Grazie Gabriele, GRAZIE GRAZIE e ancora GRAZIE…sei un Maestro…mi dispiace.
Buon Viaggio
Ciao

Fulvio Bortolozzo ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 15:01

Quanto penso e faccio ha radici anche nel suo imprescindibile lavoro: una grande luce, che avevo sempre scorto là, sull’orizzonte del mio fotografare. Ora si è spenta all’improvviso. Un’ombra fredda si allarga su tutto quello che posso pensare e sentire. Mi accorgo che sono un po’ più solo.

Andrea Samaritani ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 15:02

Beh i tuoi sono stati i primi libri che ho comprato. Ero stupito di come fossero affollate le tue piazze e strade vuote. Il rumore di quel silenzio, la presenza in quelle assenze erano le magie che mi calamitavano davanti alle tue immagini. Per anni ho continuato a vedere il mondo alla Basilico, anche se poi facevo e faccio una fotografia diversa. Però il tuo modo di vedere e inquadrare il mondo mi accompagnerà per sempre.

Giulio Cerocchi ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 15:04

…vola alto, sopra ai tuoi panorami…alle tue città…ai tuoi palazzi.
giulio cerocchi

P.S. per favore non pubblicare la mia e-mail grazie

Pippo Onorati ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 15:21

Ciao Gabriele, ci mancherai
E un abbraccio forte forte a Giovanna
P

Maurizio Vannucci ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 15:26

Non ho avuto la fortuna di conoscerlo ma lo ringrazio per aver “arricchito” il mio spirito.
I suoi sguardi, così profondi e trascendenti, ispirano una contemplazione dello spazio e insegnano a capire che il bello è negli occhi di chi osserva la stravagante natura umana, con la sensibilità e l’arte di un grande Uomo.
Ciao Gabriele, architetto dell’animo, grazie per averci stupito.
Un caloroso abbraccio alla moglie
Maurizio Vannucci

Chiara Mariani ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 15:26

Il nostro sguardo si è incrociato poche volte. Molte invece le volte che ho guardato e riguardato i tuoi libri, fino all’ultimo in cui spiegavi le tue intenzioni e che per me è stato una rivelazione, coinvolgendomi in un genere di fotografia che non avevo coltivato. La tua opera trasmette la tua integrità e la tua coerenza, e per questo un grazie speciale. Un abbraccio anche alla tua Giovanna. Chiara Mariani

Marcello Bonfanti ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 15:27

Caio Gabriele grazie per tutto ciò che ci hai lasciato.

Agnese Cattoretti ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 15:34

Giovanna e Gabriele: due grandi alberi vicini. Così restano per sempre ai miei occhi.

Alberto Pellegrinnet ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 15:38

… quanta amarezza nel leggere “l’articoletto” del Corriere…
Nella sezione Cultura avrebbero potuto dedicarti l’intera pagina… e sarebbe stato ancora troppo poco… E’ stato vero piacere conoscerti… grazie.
R.I.P

Marianne Boutrit ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 15:38

E’ con grande rammarico che ho appreso la notizia della scomparsa di Gabriele. Ho avuto poche occasioni di incontrarlo ma quando è capitato, è sempre stato con grande piacere.
Da francese cresciuta in parte sull’Atlantico, tra i suoi lavori, sono particolarmente affezionata a “Bord de mer” per DATAR.
Un grande abbraccio a Giovanna!!!

Fabio Fojanini ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 15:42

Non ho avuto il piacere e l’onore di conoscere Gabriele se non tramite le mostre e le sue immagini. L’ho sempre considerato un grande per la forza che riusciva a dare anche ad ambienti vuoti o degradati, a essi costriva un’anima.
Una perdita immensa………

Ivo ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 15:42

pochi giorni fa, in partenza per un lavoro di paesaggio, guardavo e riguardavo i tuoi lavori, cercando di capire come avrebbero potuto essere i miei. continuerò a riguardare le tue fotografie, e a ricordarti come eri. un abbraccio Gabriele

Isabella Magnani ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 15:48

È UN’ ILLUSIONE CHE LE FOTOGRAFIE SI FACCIANO CON LA MACCHINA. SI FANNO CON GLI OCCHI, CON IL CUORE, CON LA TESTA.

GRAZIE

Susanna Scafuri ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 15:49

Ho esercitato la mia cultura visiva su molti libri di Gabriele Basilico. Lo ho incrociato solo un paio di volte nel suo studio di Piazza Tricolore. Dovevo fare una selezione di sue immagini per la rivista e mi sentivo eccitata e intimorita allo stesso tempo. Con il suo fare accogliente e generoso ha subito sciolto la tensione e con grande semplicità abbiamo parlato di quel progetto in particolare e della situazione dell’editoria in generale.
E’ un ricordo ricco e bello che porterò sempre con me. Grazie.

Massimo Siragusa ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 16:13

la notizia della morte di Gabriele mi ha lasciato attonito, con una tristezza infinita. con lui perdiamo un punto di riferimento come intellettuale e come uomo. nel mio cuore resterà per sempre la sua figura dolce e autorevole, la sua forza e la sua straordinaria visione.
addio, Gabriele.

Susanna Scafuri ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 16:24

Ho esercitato la mia cultura visiva su molti libri di Gabriele Basilico. Lo ho incrociato solo un paio di volte nel suo studio di Piazza Tricolore. Dovevo fare una selezione di immagini per la rivista e mi sentivo eccitata e intimorita allo stesso tempo. Con il suo fare accogliente e generoso ha sciolto subito la tensione e con grande naturalezza abbiamo parlato di quel progetto in particolare e della situazione dell’editoria in generale. E’ un ricordo ricco e bello che porterò sempre con me. Grazie

Rita Antonioli ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 16:33

Ciao Gabriele . la bellezza dei tuoi lavori ci accompagnerà nel tuo ricordo di uomo mite e generoso.

Massimiliano Foscati ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 16:34

è stato grazie a Gabriele se sono riuscito a muovere i primi passi come fotografo. Gli piacquero alcune mie foto fatte nel quartiere Bicocca di Milano, di notte, nei primi anni 2000 e così venni scelto per partecipare a una campagna di documentazione fotografica a Genova.
Lui non mi conosceva, io ero un architetto appena laureato che iniziava la sua avventura.
E’ in virtù di quel “passaggio” anonimo che molte delle amicizie e dei fatti importanti della mia vita sono potuti esistere e realizzarsi.
ti ringrazio, qui

massimiliano

Annalisa ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 16:47

Col Tuo sguardo hai allargato i nostri orizzonti, col tuo vedere hai aggiunto emozioni ai nostri cuori, con le tue immagini ci fai riflettere. Grazie della Tua appassionata presenza nel mondo.

Elena Quarestani ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 16:58

Non ho avuto il privilegio di lavorare con Gabriele Basilico, ma conservo il ricordo di diversi incontri e brevi conversazioni, del suo sorriso, di una gentilezza e di un’attenzione rare. La mancanza del suo sguardo ci farà sentire un po’ più soli: era rassicurante sapere di essere accompagnati dal suo modo così intelligente, onesto e generoso di fotografare il presente.
Grazie,
Elena Quarestani

Alessandro Bianchi ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 17:02

Grazie Gabriele per l’ immortalità di ciò che ci lasci.

Mariagrazia Pase ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 17:04

Ho conosciuto Gabriele come quel grande fotografo che era, attraverso Milano, ritratti di fabbriche, un libro al quale sono particolarmente legata per la poesia urbana e umana, che parla della Milano operaia con una profondità e un’amore che solo un grande fotografo e un grande cuore come quello di Gabriele poteva renderci, nella meravigliosa ,apparente solitudine di quelle strade, di quelle luci. Poi ho conosciuto Gabriele, e allora ho capito da dove veniva quella straordinaria umanità, quell’amore per Milano, per il suo cuore più intimo e più vero. Gabriele era una persona di grande cultura, ma era soprattutto una persona con una grande anima. In verità non mi va di dire “era”, Gabriele è ancora con noi, è qui, ci parla attraverso i suoi meravigliosi paesaggi urbani-umani, e sono tanti. Grazie Gabriele. Un abbraccio forte forte a te, e alla tua meravigliosa Giovanna.

Valentina ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 17:17

Ti ho sentito parlare qualche anno fa all’Accademia di Architettura a Mendrisio.

La cosa pù bella è stata l’impressione di essere davanti ad un uomo che amava il suo lavoro.

Grazie.

G.Amilcare Ponchielli ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 18:15

“E IL VIAGGIO CONTINUA MA….lui si ferma e sembra allungare lo sguardo oltre la periferia, dove la città finisce e tutte le energie negative si rigenerano, vorrebbe andare avanti, lasciare la città, scoprire dove vanno quei fili che trasportano segnali acustici e luminosi, sorretti da alti pali di legno e grossi tralicci di ferro, che si incrociano e si disperdono in tutte le direzioni. E’ solo un attimo, non ha più bisogno del filo di Arianna per ritrovare la strada, e neanche di pali e tralicci altissimi per far vedere e sentire il ritmo continuo di una città che vive……………….”
novembre 1999

Efrem Raimondi ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 18:18

ricordo perfettamente il primo lavoro di gabriele basilico che vidi coscientemente: 1984, interni mag. ero un ragazzetto che armeggiava. quei pola 55 mi servirono molto. ma proprio molto.
adesso è tutto così atrocemente violento. quasi incredibile. abbraccio forte giovanna.

Paolo Mazzo ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 18:25

non ho avuto l’onore e il privilegio di conoscere Gabriele, se non attraverso le sue mostre e i suoi libri, ma sapere la notizia della sua morte, mi ha colpito e lasciato sgomento come se fosse l’addio ad una persona cara che si conosce da tempo. Questa è la traccia profonda che mi ha lasciato un maestro che ho guardato con ammirazione e rispetto. A lungo. Ciao e Grazie

Michele Annunziata ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 19:06

Sit tibi terra levis Gabriele

Patrizia Bonanzinga ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 19:11

Ad Arles, ormai 15 anni fa credo, il nostro primo incontro durante i Rencontres, ovviamente. Poi i nostri incontri sono sempre stati sporadici. In realtà ci incrociavamo dove gli eventi ci portavano, ma la cosa più sorprendente, che mi colpiva sempre, era la facilità con la quale si riprendeva il discorso. Che bello incontrarlo!!! Sono stata molto fortunata ad aver conosciuto Gabriele. A Giovanna mando un grande abbraccio pieno di forza ed affetto

Luigi Mosconi ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 19:18

Manterrò sempre un bellissimo ricordo di Gabriele Basilico che ho avuto la fortuna di poter conoscere di persona. Vorrei dire tante cose, ma in questo momento non trovo le parole. La Sua scomparsa è stata talmente inaspettata, per me che non conoscevo la Sua malattia, da lasciarmi profondamente attonito. Grazie Gabriele, per tutto l’insegnamento che ci hai lasciato e per le Tue straordinarie immagini attraverso le quali hai contribuito a migliorare la nostra percezione del mondo.

Rolando Valenti ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 19:35

Un giorno del ‘99 andai da De Stefanis a ritirare tre stampe 50×60 e Massimo mi apostrofò dicendo “ah,..le foto che piacciono a Basilico” e mi spiegò che mentre le “spuntinava” il Maestro, che era da loro, le vide e gli chiese di chi fossero perchè gli piacevano. Sarà poco per chi ha lavorato con lui, diviso del tempo ecc., ma per me quelle parole, anche per interposta persona, sono sempre state, e rimangono, un complimento senza confronti, ricevuto proprio da colui che rappresentava per me la luce più viva sulla fotografia degli spazi urbani. E che ancora mi illumina e scalda. Nom riesco a realizzare l’idea che non ci sia più e mi afferro all’ultimo ricordo di un sabato della scorsa estate alla Triennale dove, insieme a Chiaramonte, Cresci, Fossati ripresentavano quel “Viaggio in Italia” così importante per la fotografia italiana. Ciao Gabriele, ti voglio sinceramente bene.

Mario Guerra ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 19:42

Nello studio di Gabriele, mi colpì notare per terra vicino all’uscio, una spazzola elettrica per lucidare le scarpe.
Un particolare che mi parve raccontare la sua eleganza d’animo e corrispondere all’eleganza delle sue visioni del mondo.
Quell’eleganza che ci resta brillante in tutte le sue fotografie.
Mario Guerra

Charley Fazio ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 19:44

Perdere un grande fotografo, nonchè un grande uomo, è come perdere un privilegiato punto di vista del e nel mondo.
Ciao Gabriele

Mario Ferrara ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 19:45

Ho incontrato Gabriele Basilico nel 2001, gli mostrai un mio lavoro. Ricordo che, tra tutte, si soffermava sulle fotografie “alla Basilico”, mi disse delle cose che mi sono rimaste, me le porto dietro. Devo molto al suo lavoro, mi ha insegnato a guardare lentamente. L’ho incontrato personalmente solo quella volta, ma ieri ho avuto una sensazione di vuoto… Mi marcherà.

Alfredo Mariani ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 19:54

Mi associo al cordoglio di tutto il mondo della fotografia e della cultura.
Ci consola la consapevolezza che i tuoi lavori, espressione del tuo pensiero interpretativo e creativo, vivranno per sempre. Confidiamo che esista un luogo dove per sempre vivano anche le coscienze disincarnate, e che sia così pieno di luce da sorprenderti e divertirti per quanto vorrai. Ciao.

Daniela Trunfio ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 20:04

Gabriele e Giovanna … la fotografia in tutto il suo valore, cultura, pensiero, solitudine e complicità. Cuore, testa e azione incisiva perchè le sue fotografie rimarranno nei nostri occhi. Voi due al bar della piazza di Savignano. Voi due indissolubilmente INSIEME, anche nella dolorosissima assenza, PER SEMPRE. Ti abbraccio forte
Daniela Trunfio

Roberta Valtorta ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 20:12

Tanti anni sono passati da quando ho conosciuto Gabriele. Per anni ho studiato e insegnato la sua opera e continuerò a farlo. Ho scritto tante volte su di lui, sempre imparando. Fa parte della mia vita. Gli devo moltissimo. In rare persone al mondo si trovano uniti sensibilità artistica, altezza intellettuale, impegno civile, bontà, gentilezza, generosità, profondo senso dell’amicizia, serietà e semplicità, e Gabriele è stato una di queste. Un uomo di successo che aiutava tutti. Un grandissimo. Lascia un vuoto, per lui si può dire. Il tempo ci dirà con sempre maggiore evidenza l’importanza della sua opera e ci porterà a vogliergli bene sempre di più.

Vincenzo Recchia ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 20:20

Un grande fotografo e un intellettuale del nostro tempo.
Addio Gabriele

Gianni Siviero ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 20:34

ciao fratellone, mi manchi già.

Simona Ghizzoni ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 20:45

Ciao Gabriele,

io mi ricordo di te dalla scuola di fotografia, quando ci fecero studiare il tuo lavoro e io non sapevo ancora bene cosa fare della mia vita e mi stupivo di tanta bellezza negli occhi. sembra passato un secolo. ma non mi dimentico di quello che pensai: che spero di essere capace di portare altrettanta bellezza e onestà. Buon viaggio. Giovanna, a te un pensiero stretto, all’amore che quando lo si vede, così bello, duraturo e forte, ci fa desiderare di poterlo vivere. con affetto.

simona

Andrea Jemolo ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 20:49

Ho il ricordo nettissimo di quando decisi che avrei fatto il fotografo di architettura. Guardando la tua mostra “Ritratti di fabbriche” nel febbraio 1981 alla galleria A.A.M. di Roma. Gabriele, grazie di tutto.

Alberto Callari ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 21:25

Ti spiavo nei miei primi anni, in laboratorio da Mario.
Adesso ritrovo quella stima sconfinata nel tuo sguardo, e mi
resta una strada tracciata nel profondo, presente.
Chi ha avuto la fortuna di incontrarlo negli occhi, porterà cara quella sua luce dentro.Grazie Gabriele

Norma Picciotto ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 21:54

Lo avevo conosciuto quando ero poco più’ che adolescente, quando i sogni ci sembravano possibili e il mondo migliore che volevamo sembrava così vicino. Quando l’ho rivisto ,in varie interviste, mi è’ sembrato uguale a quando era ragazzo ,un sognatore . Se ne va un grande interprete di un epoca, un uomo che documentando le linee perpendicolari, ci ha mostrato un’intera società’.
Un grande abbraccio a Giovanna

Antonio Sansica ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 22:01

Non ho mai avuto il piacere di conoscerla, ma conosco il suo lavoro, e per me e’ gia’ tanto. Grazie.

Martino Lombezzi ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 22:29

Ho incrociato Gabriele solo poche volte, in compagnia di Giovanna. Allo stesso tavolo a una cena, durante un viaggio in treno, di ritorno da Savignano. Ho un ricordo vivido e chiaro, di un’immediata e istintiva simpatia. Lo sguardo sempre vispo e attento, gli occhi sorridenti. Un abbraccio a Giovanna.

Sonia Lenzi ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 22:51

L’ho conosciuto a un workshop di fotografia a Modena, l’anno scorso, già ammalato, ma l’avevo contattato a Bologna anni prima perché mi interessava in particolare il suo lavoro sul territorio, sulle opere di bonifica. Mi ha dato delle indicazioni molto interessanti sui lavori fotografici presentati, a posteriori, che mi sono stati più utili di complimenti ricevuti. Non riuscirò a fargli vedere il progetto che avevo pensato di mostrargli, a conclusione del workshop. Anche mio padre se ne è andato un mese fa, per una malattia incurabile. Un grande abbraccio a Giovanna e agli affetti che ha lasciato.

Angela ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 23:01

Correva l’anno 1993

Addio Signor Gabriele Basilico è stato un piacere conoscerti

Nicola Lorusso ha scritto:
il
14 Febbraio 2013 ore 23:49

Ormai da molti anni vivo in Messico e quando penso alle cose intangibili che mi sono portato dietro dall’Italia trovo sempre l’insegnamento ed il lavoro di Gabriele. La sua scomparsa mi duole profondamente, il suo esempio resta indelebile nei miei pensieri.
A Giovanna va il mio abbraccio più forte.

Kash Gabriele Torsello ha scritto:
il
15 Febbraio 2013 ore 01:22

I tuoi amici e i tuoi familiari avvertiranno molto la tua mancanza fisica e personale, ma la tua Fotografia ti rende immortale.

Ciò che hai tanto amato, continuerà a farti amare.

Un caro saluto
KGabrieleT

Eliseo Barbàra ha scritto:
il
15 Febbraio 2013 ore 04:32

Non ti ho mai conosciuto di persona e quella volta – durante una conferenza all’Oberdan – eravamo seduti vicino. Sapevo di avere accanto un maestro della fotografia, uno dei pochi italiani che hanno fatto scuola in tutto il mondo. Non era uno stile il tuo, era solo “alla Basilico”. Indimenticabile Beirut, come anche Milano. Il tuo occhio ha creato tanti occhi nuovi. Un grandissimo rammarico non averti conosciuto quel giorno all’Oberdan.

Pio Tarantini ha scritto:
il
15 Febbraio 2013 ore 05:56

Ho appreso la notizia della scomparsa di Gabriele mentre tenevo una sessione di esami all’Istituto Europeo di Design: molti erano gli allievi che, nel loro portfolio-tesina di fine corso, avevano prodotto dei lavori ispirandosi a Basilico. Perché a loro, e ai loro colleghi degli anni precedenti, ho sempre parlato di lui come un maestro della fotografia italiana e non solo. Durante il corso tratto, dal punto di vista del linguaggio, molti fotografi nazionali ed internazionali, molti di grande successo: ma questo non basta a fare di loro dei maestri. Basilico invece è stato un maestro vero. E, come tutti i grandi, umile e disponibile.
Ciao Gabriele e un abbraccio a Giovanna.

Davide Grossi ha scritto:
il
15 Febbraio 2013 ore 08:44

Arrivederci Gabriele,
Lasci i nostri occhi un pò più soli…
Davide

Luciano Soave ha scritto:
il
15 Febbraio 2013 ore 09:14

Immortale Gabriele, grazie.

Riccardo Bucci ha scritto:
il
15 Febbraio 2013 ore 10:02

caro Maestro, ti porterò sempre nel cuore

Paola Rizzi ha scritto:
il
15 Febbraio 2013 ore 10:10

Grazie allo sguardo di Gabriele Basilico, ho imparato a guardare

Claudio Finaldi Russo ha scritto:
il
15 Febbraio 2013 ore 11:22

L’ultimo incontro, luglio 2010:
ai chioschi del porto a Castellammare,
io, Gabriele e l’altro Claudio…
Due foto mosse alle donne ai fornelli,
conversazioni dense ma garbate…
Tanta felicità!
Ciao Gabriele, mi mancherai!

Mario Cresci ha scritto:
il
15 Febbraio 2013 ore 12:34

UN UOMO BUONO
Si dice spesso che una persona che ha lasciato nella vita i segni del suo valore quando muore assume il senso di un profondo vuoto non solo per coloro che gli sono stati vicini ma anche per l’intera collettività. La perdita di Gabriele Basilico corrisponde a questo pensiero che diventa realtà anche se l’occultamento del dolore del volto sorridente di Giovanna che accoglieva gli amici nello studio di Gabriele forse indicava una nuova dimensione del concetto di presenza fisica. In senso laico e senza retorica credo che Giovanna, come molti di noi, ha sentito il desiderio di trasmettere a tutti una nuova presenza di Gabriele che risiede nella dimensione immateriale dell’anima e di uno spirito che non muore mai perchè è profondo e sublime rispetto alla realtà e a ciò che siamo abituati a vivere normalmente e spesso in modo superficiale.
Per quanto mi riguarda Gabriele come altri amici che ci hanno lasciato con molto dolore ma solo fisicamente, come Luigi Ghirri, Mario Giacomelli e Toni Nicolini che abbiamo avuto la fortuna di conoscere e di stimare non solo come grandi autori ma soprattutto come uomini buoni, la loro perdita è pesante da sopportare ma preferisco sentirli e pensarli ancora attraverso la memoria delle esperienze condivise negli anni delle loro e delle nostre vite e nell’ammirazione delle immagini che ci hanno lasciato.
Questo non è poco e non potrò mai dimenticare il suono della voce di Gabriele quando ci incontravamo magari dopo molti mesi di assenza che dall’alto della sua statura mi diceva: ” Ciao Mariolino” e io rispondevo dal basso verso l’alto con una certa timidedda e con un abbraccio: ” Ciao Gabriellone”, provando il piacere di un atto di amicizia e di bontà d’animo che lui mi trametteva.
Ho sempre avuto la sensazione, ogni volta che ci incontravamo soprattutto, quando abbiamo lavorato insieme per un recente libro fotografico, che Gabriele fosse veramente un grande uomo buono sostenuto da uno sguardo di straordinaria coerenza non solo nell’ambito dell’ architettura, che lo poneva tra le persone a me più care.
Infine vorrei dire agli amici e ai giovani che ci leggono in questo forum pieno di affetti e dichiarata stima e amicizia, che ho pensato al titolo di queste mie note d’affezione per Gabriele, ma anche per Giovanna, come espressione oggettiva e non solo emotiva che potesse riassumere in due parole il mio sentimento per lui che rimmarrá per sempre nei termini assoluti della bontá e della generositá di una persona che insieme alle sue fotografie ha inciso nei sentimenti di tantissime persone che lo hanno conosciuto. Un uomo buono.
Ciao Gabriellone, mi dispiace che solo ora posso dirti: ” Grazie per ciò che mi hai dato, per la tua arte e per il tuo cuore” unendomi a tutti coloro che ti penseranno sempre e ti sentiranno sempre presente.
Ciao
Mario

Roberto Cecato ha scritto:
il
15 Febbraio 2013 ore 14:08

Mi ricordo la sua anima gentile e affettuosa, in tanti brevi incontri nelle mostre a MIlano.
Il suo lavoro ha la tenacia di un monaco zen, che costruisci sempre, un’opera che non finirà mai.
A Giovanna un abbraccio forte e le mie condoglianze.

Ciao Gabriele, e grazie di essere stato tra di noi.

Roberto

Daniele Testa ha scritto:
il
15 Febbraio 2013 ore 18:42

La notizia della tua scomparsa é stata un fulmine a ciel sereno.
Inizio a sfogliare per l’ennesiama volta quel magico libro fotografico. Lo sguardo si fissa su quell’immagine, sempre la stessa. Poi, dopo un sospiro, un rapido sguardo a quel pensiero riportato li a finco che mai come ora mi fa capire cosa tutti noi abbiamo perso.
Buon viaggio Gabriele.

1988 Anversa, Belgio.
– Mentre lavoravo in solitudine nei porti d’Europa l’immagine di una nave che salpavainoltrandosi in mare aperto mi procurava sensazioni intensissime. Questa piccola imbarcazione diventa il simbolo di navigazioni oceaniche, partenze, l’attesa di un viaggio verso l’ignoto e la nostalgia di ciò che si abbandona –
G.B.

Sergio Camplone ha scritto:
il
15 Febbraio 2013 ore 18:53

Ho conosciuto Gabriele alla Bauer.
Dai margini delle sue fotografie ho imparato a conoscere il paesaggio.

Grazie Gabriele.

Sergio

Isabella Balena ha scritto:
il
16 Febbraio 2013 ore 09:32

Ho saputo che di lui son state donate le cornee.
Non riesco a pensare un gesto più grande, generoso e simbolico di un fotografo che dona i suoi occhi affinché altri possano vedere.
E Gabriele e Giovanna insieme ci hanno insegnato a guardare il mondo.
Con molto affetto
Isa

Marilda Tealdi ha scritto:
il
16 Febbraio 2013 ore 19:02

Ho conosciuto una sera Gabriele Basilico e mi ha impressionato la sua profondità , la sua dolcezza e l’estrema semplicità del tratto . Mi ritengo fortunata ad averlo conosciuto come uomo quando già lo apprezzavo tanto come artista. Grazie. Marilda

Giampietro Agostini ha scritto:
il
17 Febbraio 2013 ore 11:37

Un grande fotografo. Un grande uomo.

Ti ricordero sempre per la tua ironia, generosità e gentilezza.
L’ impegno verso i giovani, il tuo rigore civile, le piacevoli gite in bici a Roncegno e lungo il fiume Brenta.
Si … mi mancherai.
Ciao
Giampietro

Stefano Buonamici ha scritto:
il
17 Febbraio 2013 ore 12:06

Non ti ho mai conosciuto, però ogni volta che in una città del mondo ho posto la macchina fotografica sul cavalletto ti ho pensato. Per cui sei stato e sarai per sempre un mio compagno di viaggio.

Liliana Barchiesi ha scritto:
il
17 Febbraio 2013 ore 13:02

difficile è accettare la scomparsa di qualcuno con cui ha condiviso momenti di govinezza, sono costernata e incredula, -come ha detto Scianna- è un pò come cominciare a morire. Mi ritornano le immagini di allora, ricordi che credevo di non ricordare, rimangono le sue immagini: per vedere un mondo che noi disattenti, non sapevamo vedere. Gabriele era una una persona cara e mi era caro, vorrei poterglielo dire. Vai Gabrile
“dormi, vola, riposa, muore anche il mare”

Roberto ha scritto:
il
17 Febbraio 2013 ore 19:06

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Come se ci fossimo conosciuti…
Grazie al potere delle fotografie.
Un abbraccio alla famiglia.

Marco Capovilla ha scritto:
il
17 Febbraio 2013 ore 21:41

Di Gabriele ricordo con particolare freschezza alcuni momenti non vicinissimi nel tempo. Ad esempio quando, a metà degli anni ’80 mi suggerì, vedendo alcuni miei lavori, di andare a parlare con qualche redattrice di Abitare e di proporli a quella rivista. Mi diede i numeri di telefono e i nomi delle persone da chiamare e, mi sembra ancora adesso incredibile, pochi mesi dopo il mio primo servizio, testo e foto, era in pagina su quella rivista. Proprio grazie al consiglio preciso e puntuale di Gabriele, alla sua generosità, alla sua volontà e capacità di diffondere la sua esperienza, di condividere le sue conoscenze, di non voler tenere per sé clienti e opportunità di lavoro, ma di renderli invece accessibili anche agli altri.
Ricordo anche numerosi pomeriggi passati alla sala della Provincia di via Guicciardini, durante quel ciclo di incontri nati intorno all’Archivio dello Spazio, pensati proprio per creare una situazione di crescita culturale collettiva, a discutere di fotografia e di paesaggio. Gabriele c’era molto spesso, a quegli incontri, e a turno Roberta Valtorta o Achille Sacconi, se vedevano che il tono del discorso in sala si stava abbassando e il fuoco della discussione rischiava di sfilacciarsi, chiamavano in soccorso Gabriele, chiedendogli di intervenire, di dire la sua. Lui, inizialmente spesso un po’ riluttante, poi finiva per accettare di rendere partecipi i presenti dei suoi pensieri, premettendo però che su questa o quella questione il pubblico in sala non avrebbe dovuto aspettarsi da lui un intervento “lucido” – gli piaceva molto utilizzare questo termine – perché non riteneva di avere riflettuto a sufficienza, su quel tema. Ma la sua visione, il suo pensiero, risultavano invece, anche in quella ennesima occasione, molto chiari e illuminanti e densi di ottime e profonde riflessioni.
Proprio in questo senso, come molti qui hanno già ricordato, Gabriele era generoso: perché sapeva rendere partecipi gli altri delle proprie esperienze, conoscenze, competenze, visioni. Con naturalezza, senza pretendere di avere la verità in tasca. Anche per questo, per il suo stile non pretenzioso e ironico, mi mancherà.
So che in situazioni del genere, Giovanna, è un po’ poco, ma spero davvero che un abbraccio forte, sommato ai tantissimi altri che hai ricevuto da cento e mille amici, potrà contribuire farti sentire meno sola.

Marco Capovilla

Cosmo Laera ha scritto:
il
17 Febbraio 2013 ore 22:29

Grazie Gabriele per averci donato il tuo affetto e per la luce che hai acceso nel nostro cammino grazie per le tue opere e per la tua arte e per tutte le volte che ti abbiamo indicato come modello di uomo, di artista e di amico.
A te dedichiamo i nostri pensieri migliori e i nostri progetti perché i ricordi non vadano persi nel passato, alla tua lucida forza intellettuale continueremo a guardare ammirati, la città, la luce, lo spazio li vedremo con i tuoi occhi, le tue immagini ci accompagneranno nella quotidiana avventura di questa vita che tanto hai amato e mai abbastanza hai vissuto. Non ci lasci in ricordo ma un’eredità, e ci hai resi orgogliosi tante volte di avere te, un vero grande artista come amico. Abbi sempre un sorriso per tutti noi , come sempre. Antonella Pierno e Cosmo Laera