S’intitola Federico Patellani – America Pagana la mostra al Museo di Fotografia Contemporanea a Villa Ghirlanda , in via Frova 10 a Cinisello Balsamo, aperta fino al 10 maggio 2009 e curata da Kitti Bolognesi, Giovanna Calvenzi e Toni Nicolini (www.museofotografiacontemporanea.org).
Il Grin ha intervistato Giovanna Calvenzi sul contenuto dell’esposizione e sulla figura di Patellani.

Domanda Cosa presenta questa mostra e cosa c’è di nuovo rispetto alla prima esposizione presentata alla Fondazione Corrente nel maggio 2008?
Giovanna Calvenzi La mostra del Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello presenta circa ottanta foto originali, due ingrandimenti contemporanei, materiali dell’archivio Patellani e un estratto del film “America Pagana” realizzato nel 1956 da Federico Patellani (1911-1977) con Hugo Chiesa e Aldo Buzzi. Segretaria di produzione era Bianca Lattuada, sorella di Alberto. La figlia di Bianca Lattuada , Marina Marchesi, ha donato al Museo circa 400 immagini che sono state presentate per la prima volta a Milano alla Fondazione Corrente e una seconda volta, con una scelta un pochino più ampia e diversamente articolata, al Museo in occasione della donazione ufficiale.
D. In questa occasione Federico Patellani non è solo fotogiornalista ma riveste per la prima volta i panni di regista. Da qui la sua professione si sdoppia in due strade, da una parte il fotogiornalismo e dall’altra il cinema. In quale, secondo te, si è espresso meglio?
G.C. Patellani già nel 1939 aveva avuto un primo incontro con il cinema, collaborando come produttore con Mario Soldati alla realizzazione del film “Piccolo Mondo Antico”. Suoi storici amici erano anche Carlo Ponti e Alberto Lattuada. Nel 1953 era stato aiuto regista di Alberto Lattuada sul set del film “La Lupa”. Nel biennio successivo 1954-1955 aveva realizzato in Grecia e in Turchia, due documentari per la televisione, “Viaggio in Magna Grecia” e “Viaggio nei Paesi di Ulisse”. Per sue ripetute dichiarazioni, tuttavia, malgrado il fascino che il cinema esercitava su di lui, Patellani preferiva il solitario lavoro del fotografo al lavoro collettivo che il cinema richiede. Non ha mai considerato la possibilità di un doppio itinerario. Si è sempre ritenuto un fotogiornalista. E come tale ha realizzato immagini che hanno fatto la storia del fotogiornalismo.
D. Il filmato presentato in mostra è composto da un mix di documentazione e di racconto. Di cosa si tratta più in dettaglio?
G.C. Il film che nella sua totalità non ho mai visto, alterna situazioni documentarie e brevi storie a soggetto scritte e interpretate da attori trovati nei vari Paesi.
D.Il Museo di Fotografia Contemporanea conserva di Patellani circa 22.000 stampe in bianco e nero di diversi formati e un insieme di più di 670.000 negativi di vari formati e diapositive, oltre che scritti, articoli, corrispondenza, quaderni manoscritti e album di ritagli di giornali. Nel fondo si possono trovare anche una parte dei suoi filmati?
G.C. No. I filmati esistenti sono di proprietà della famiglia Patellani, in particolare del figlio Aldo. Al Museo è stato donato solo lo spezzone di “America Pagana” rimontato e digitalizzato dalla Cineteca di Bologna.
D. Che importanza ha avuto l’opera di Patellani nella storia della fotografia italiana?
G.C. Non credo sia mai il caso di parlare di primogenitura ma certamente Patellani è stato uno dei primi veri fotogiornalisti italiani. Colto, raffinato, capace di realizzare immagini che trovavano spazio in ogni sezione del giornale, soprattutto di TEMPO, il periodico al quale ha collaborato con continuità dal 1946 al 1952. Per TEMPO aveva ideato i “fototesti”, storie per immagini accompagnate da lunghe didascalie. Dal 1952 al 1977, anno della sua morte, ha fatto più volte il giro del mondo realizzando memorabili servizi di attualità, di viaggio, racconti visivi che molto spesso lui stesso impaginava e che erano sempre accompagnati da suoi testi.

© Federico Patellani – America Pagana