La mostra “In viaggio” raccoglie una selezione di trenta opere fotografiche di Gian Paolo Barbieri, tra cui vintage ai sali d’argento e polaroid, scattate a partire dagli anni Ottanta nel corso dei suoi viaggi in paradisi tropicali come Tahiti, Madagascar, Seychelles e Polinesia.

9  ARTS  IN  PROGRESS  gallery  di  Milano  (via  San  Vittore),  in  occasione  della  prima  edizione  di  Milano PhotoWeek 2017, rende omaggio a uno dei più grandi maestri della fotografia contemporanea,  Gian  Paolo  Barbieri  e,  in particolare,  al  ciclo  “tropical”  del  suo  lungo  itinerario  fotografico: quello che lo vede, a partire dagli anni Ottanta, in luoghi esotici e lontani, a collezionare ritratti inediti di un’umanità e di una natura intatta, frammenti di memoria destinati a perdersi per sempre, attimi sottratti a un processo di metamorfosi e devastazione inarrestabile. Barbieri  si  trova  dunque,  forse  per  la  prima  volta,  completamente  da  solo  dietro  alla  macchina  fotografica e davanti a un soggetto che non ha bisogno, anzi non concepisce alcuna possibilità di alterazione o di setting.
Quel che resta è la qualità dell’attenzione e l’onestà intelligente di uno sguardo capace di accedere autenticamente all’interiorità del soggetto.
Cionondimeno Il fotografo non crede romanticamente che esista ancora una natura incontaminata popolata  di  selvaggi  senza  cultura:  il  tempo  è  implacabilmente  trascorso  e  il  flusso  delle  cose  trascina continuamente forme e linguaggi con sé verso il nulla. Per questo il vuoto lasciato dallʼirrecuperabile è da lui riempito di senso estetico, di gusto, di allusioni alla storia dell’arte.
La fotografia di Barbieri condivide con il Barocco la fisicità ipertrofica, lʼesigenza monumentale, la vocazione estatica, la simbiosi fra forma plastica e forma luministica, e il sentimento del sublime; condivide  con  Gauguin  certe  fughe  appassionate  nel  lontano  e  lʼinsostenibile  dolcezza  del  temperamento contemplativo. Ma, coerente con la propria intelligenza, osserva la metamorfosi della natura in oggetto e la registra con estetica implacabile.
Il rapporto di Barbieri con la storia, e con la storia della pittura, è dichiarato e disincantato.
Dei  fotografi  contemporanei  Barbieri  è  senzʼaltro  tra  coloro  che  hanno  sempre  manipolato  la  libertà dʼinvenzione con più maestria e più coraggio, incurante, anzi compiaciuto di elidere i confini fra vero e falso, fra spazio artificiale e spazio praticabile. A questo punto sono le immagini a condurre il gioco e la realtà, a inseguirle. In mondi lontani, sospesi sul crinale della bellezza. Barbieri  non  parte  per  salutare  nuovi  mondi  mai  visti  e  sfruttare  il  vantaggio  che  una  presunta  superiorità culturale potrebbe assicurargli. Egli parte solo per avvicinarsi a loro, affettuosamente e dolorosamente,  prima  che  siano  scomparsi.  Per  scrivere  i  loro  nomi  sull’acqua:  forse  su  quella  stessa onda levata che fra poco avrà travolto i suoi soggetti. Per dirci che talvolta le cose inattingibili ci sono assai più vicine di quelle vicine, impregnate come sono di una familiarità basata sul contatto e del respiro di un’attenta e ricercata meditazione sulla pittura.


GIAN PAOLO BARBIERI. In viaggio
Milano, 29 ARTS IN PROGRESS Gallery – Via San Vittore 13
7 giugno – 14 luglio 2017
Inaugurazione solo su invito: martedì 6 giugno, ore 18.00


Orari: dal martedì al sabato, 11.00-­‐19.00.
Altri giorni e orari su appuntamento Ingresso libero
Informazioni: tel. 02 94387188; 392 1002348


Sito internet: www.29artsinprogress.com
Ufficio stampa
29 ARTS IN PROGRESS gallery
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