Paola De Pietri fa ritratti di luoghi che hanno visto la storia. Per essere precisi la guerra, la Grande guerra. Le sue opere sono un’indagine misurata del territorio al confine tra Italia e Austria. Ma quello che colpisce delle sue immagini è il silenzio. Un silenzio religioso quasi mistico. Il silenzio delle voci che hanno abitato luoghi dove si sono consumate tragedie, dove è bello pensare siano nate amicizie indissolubili e amori.

L’eleganza impeccabile delle sue opere è come un pugno nello stomaco. Guardare le fotografie di Paola De Pietri è un esercizio impegnativo soprattutto in tempi come questi. Mi viene in mente una riflessione che fece Glenway Scott sulla prosa dell’amico W. Somerset Maugham «bisogna usare la testa per non confondere la semplicità con l’assenza di significato. E soprattutto devi imparare a conoscere la sua idea in quell’involucro di realtà dove hanno origine le idee». Ecco sono questo le fotografie Paola secondo me.

Samantha Primati

Paola De Pietri. To face

2 marzo – 1 aprile 2013 Triennale di Milano, viale Alemagna 6

Inaugurazione: 1 marzo ore 18.30

3-paola-de-pietri-to-face-forte-verle-2009-2011 © Paola De Pietri, Forte Verde, 2009