Valerio Bispuri è entrato con entrambi i piedi nel l’inferno dei morti che camminano, vivendo con loro. Attraverso un viaggio dantesco i tra Argentina, Brasile e Perù ha condivisola quotidianità dei consumatori di paco. Una droga devastante detta anche PBC (pasta base de cocaina). Si tratta di un prodotto di pessima qualità ed estremamente dannoso. È uno scarto della lavorazione della cocaina miscelato a cherosene, colla, veleno per topi o polvere di vetro. Il paco è la droga dei poveri perché una dose costa meno di un dollaro.Si è diffuso a partire dall’inizio degli anni novanta soprattutto nei quartieri periferici di Buenos Aires e – in seguito – nelle favelas e nelle periferie di tutto il Sudamerica. I giovani sono i consumatori più assidui, si fanno dalle 50 alle 100 dosi al giorno con conseguenze devastanti.Bispuri ha condiviso la loro sofferenza e la loro vita nei ghetti periferici, fornendoci una documentazione puntuale su un fenomeno poco conosciuto ma non per questo meno allarmante; un fenomeno figlio della crisi economica che potrebbe espandersi anche nel mondo industrializzato.

Inaugurazione venerdì 9 novrembreore 19,00. Durante l’evento sarà presentata al pubblico l’agenzia fotogiornalistica Echo.

La mostra è a cura di Marco Pinna e Daria Battilana

B>gallery cafè, Piazza Santa Cecilia, 16 Roma

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