«Abbiamo tanto riflettuto, da un po’ di anni a questa parte, sulla fine della grandi narrazioni e sull’appiattimento della profondità della storia sulla dimensione unica del presente, sulla frammentazione, la provvisorietà e la discontinuità dei linguaggi, la veloce trasformazione dei saperi, l’impossibilità di capire i caratteri salienti del tempo in cui viviamo e di pensare il passato. Ci siamo chiesti se fosse ancora possibile, per l’uomo contemporaneo, pensare se stesso dentro il grande procedere della storia, di questa cercando le possibili tracce e i significati nel presente. Paola De Pietri ha affrontato questo problema in modo schietto e radicale, frontale si potrebbe dire. Ha scelto di salire con il proprio corpo e i propri passi ripetutamente e programmaticamente a quelle altezze della montagna alle quali gli uomini costruivano, si nascondevano come i loro preistorici antenati, combattevano, uccidevano e morivano. Per accostarsi a una grande narrazione ha impegnato il suo corpo per alcuni anni esplorando a fondo la montagna. La storia, per farsi ancora percepire tra gli affanni della nostra postmodernità, esige tempo e fatica». Roberta Valtorta

a cura di Roberta Valtorta

2 marzo – 1 aprile 2013 Triennale di Milano, viale Alemagna 6

Inaugurazione: 1 marzo ore 18.30

da martedì a domenica 10.30 – 20.30, giovedì 10.30 – 23.00

Lunedì chiuso, ingresso gratuito

2-paola-de-pietri-to-face-lago-minisini-ospedaletto-2009-2011-copia Lago Minisini, Ospedaletto © Paola De Pietri