Privacy Policy Cookie Policy Premio Ponchielli 2006

La giuria del Premio Amilcare G. Ponchielli 2006, presieduta da Valeria Corbetta, direttore di Flair, e composta da Ivo Saglietti, fotogiornalista, Mariuccia Stiffoni Ponchielli e da cinque membri del GRIN ha premiato il progetto Tempo libero di Massimo Siragusa.

Sono stati segnalati ex aequo due autori, Pablo Balbontin con I custodi della biodiversità e Davide Monteleone con C’era una volta CCCP. Il premio come miglior libro fotografico è stato assegnato a Things as they are. Photojournalism in context since 1955 di Mary Panzer e Christian Caujolle, pubblicato da World Press Photo/Aperture.


Fotografo vincitore

MASSIMO SIRAGUSA

Tempo libero

Ci sono fotografi che si conservano. Crescendo maturano. Sviluppano, durante il loro percorso professionale, uno stile, una tecnica. Spesso perseguono un progetto per tutta la loro vita professionale. Massimo Siragusa non è tra questi. È un fotografo eclettico. Uno sperimentatore di tecniche. È curioso quanto basta per occuparsi di fanatismi religiosi usando la pellicola infrared, o di andare su e giù per l’Italia da un circo all’altro fotografando animali e persone come elementi di un sogno. Nessuna necessità di documentare. Piuttosto il desiderio di marcare e interpretare nella migliore tradizione degli autori. Premiare le sue immagini non è stato difficile. Il lavoro di Massimo Siragusa incuriosisce, stupisce, leggero e spericolato al tempo stesso. Un viaggio attraverso l’Italia per mare e per terra. Nuova tecnica, nuove scelte stilistiche. Un nuovo soggetto: il tempo libero. Cosa si prova a fare i piloti di jet? E a lanciarsi nel vuoto per sfidare la forza di gravità? O a sfidare le onde dell’oceano? Ozio e svago. Parchi divertimento, crociere nel Mediterraneo, luna park, mondi in miniatura da esplorare. Rappresentati in queste immagini innaturali, siamo noi, piccole figure che camminano in un verde irriconoscibile, sotto cieli artificiali, grandi come gli oggetti che ci circondano, noi in scena in uno spazio irreale. In queste fotografie di Massimo Siragusa i colori si sono calibrati, misurati su un tempo immaginario. E il mondo, tutto intorno, è un salto dentro e fuori la realtà.


Autore segnalato

PABLO BALBONTIN

I custodi della biodiversità

In passato 10.000 specie vegetali hanno contribuito all’agricoltura. Ai giorni nostri invece questa biodiversità si è persa e soltanto 4 sono responsabili del 50% dell’alimentazione nel mondo: il riso, la patata, il mais e il frumento. Questo progetto è un omaggio al piccolo contadino che grazie al proprio lavoro ne ha conservato, creato, sviluppato e migliorato la biodiversità. In Messico si contano più di 17.000 tipi di mais, in Perù circa 4.000 tipi di patate, in Etiopia più di 14.000 tipi di grano duro e nelle Filippine più di 24.000 tipi di riso. Questa biodiversità è preziosa per l’umanità, poiché grazie alla varietà di sementi si può garantire la sicurezza alimentare nel mondo e far fronte alle malattie endemiche nelle coltivazioni.


Autore segnalato

DAVIDE MONTELEONE

C’era una volta CCCP

Da molti anni Davide Monteleone lavora in Russia e la racconta. Questa volta si è spinto ai confini di quello che una volta era l’Impero, alla ricerca della sua memoria storica, di tracce interne di colonizzazione e, ancora una volta, di storie di persone e luoghi da raccontare. CCCP (ovvero l’URSS, l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche) è stata una favola, un sogno, un incubo durato quasi un secolo e scomparso quindici anni fa. Le immagini di questo progetto fotografico nascono anagraficamente troppo in ritardo per essere reali. Sono piuttosto testimoni di una realtà che esiste grazie alla memoria della letteratura di grandi scrittori, alla storia tragica e gloriosa che si è avvicendata tra il ’22 e il ’91, alle immagini televisive, agli stereotipi e all’iconografia.


Miglior libro fotografico

Things as they are. Photojournalism in context since 1955 di Mary Panzer e Christian Caujolle, pubblicato da World Press Photo/Aperture 2006.

Caujolle, pubblicato da World Press Photo/Aperture 2006.

Things As They Are ci porta dall’epoca d’oro della stampa illustrata – il periodo di massimo splendore delle riviste Life e Picture Post e il momento della fondamentale mostra Family of Man al MOMA di New York – fino all’esplosione dei media digitali nel ventunesimo secolo. 125 storie riprodotte fedelmente così come erano apparse originariamente sulle pagine dei giornali e delle riviste. Tracciando il modo in cui il fotogiornalismo si è sviluppato nel tempo insieme alla tecnologia, ai media, alle mode nella fotografia e a un mondo che cambia. Include tra gli altri i saggi fotografici storici di W. Eugene Smith, Sebastião Salgado, Mary Ellen Mark e James Nachtwey, ciascuno accompagnato da commenti di esperti.

I FOTOGRAFI FINALISTI

Emiliano Mancuso Terre di Sud

Massimo Mastrorillo Mozambico: un decennio di pace tra povertà e sogno

Claudio Sabatino La città intorno

Giancarlo Ceraudo Escenas argentinas

Andrea Dapueto Dream

Antonella Monzoni Rituals

Francesco Cocco Le carceri italiane

Riccardo Scibetta Sicilia

Gabriele Croppi Fughe: omaggio a Fernando Pessoa. Borges y yo

Samuele Pellecchia Nam Theun 2

Leonardo Brogioni Made in Italy

Roberto Arcari Rom

Guarda il video dei finalisti selezionati dai photo editor del GRIN e valutati successivamente dalla giuria che ne ha decretato il vincitore.

Premio Ponchielli 2006: i 15 finalisti