Privacy Policy Cookie Policy Premio Ponchielli 2009

La giuria del Premio Amilcare G. Ponchielli 2009 assegna il primo premio a Martina Bacigalupo per il progetto Umumalayika che racconta la vita di Francine, una donna a cui il marito ha amputato ambedue le braccia. Un’esistenza difficile, di totale dipendenza dagli altri ma vissuta con forza e speranza.

Daniele Tamagni con Congo Dandies e Sirio Magnabosco con Giappone sono i due autori segnalati.

Il riconoscimento per il miglior libro fotografico è stato attribuito a Sent a letter di Dayanita Singh.

Sulle gradinate del teatro della Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano il 10 giugno alle 21.30 c’erano tantissime persone, una piccola folla di fotografi, photo editor, critici e appassionati di fotografia, tutti in attesa della proclamazione del vincitore della sesta edizione del Premio Amilcare G. Ponchielli. Dopo la proiezione dei quindici progetti fotografici entrati in finale, Paolo Pietroni, presidente della giuria di quest’anno, ha catturato in un attimo la platea con il suo stile carismatico e ha commosso tanti quando ha ricordato la personalità e la sensibilità acuta per la fotografia di Amilcare Ponchielli. Si deve proprio a Pietroni l’introduzione della figura del photo editor in Italia e, quando era direttore di AMICA, il primo photo editor che ha nominato è stato proprio Ponchielli. Poi ha descritto i criteri di scelta che hanno espresso i giurati nella riunione del 20 maggio dove erano presenti Walter Guadagnini, presidente della commissione scientifica UniCredit&Art, Valeria Moreschi, responsabile Gallerie fotografiche FNAC, Toni Thorimbert, fotografo, Mariuccia Stiffoni Ponchielli, Paola Brivio, Laura Incardona e Simona Ongarelli. E ha proclamato il vincitore del premio Amilcare Ponchielli 2009, i due autori segnalati e il libro fotografico motivando ogni scelta. Valeria Moreschi ha sottolineato l’importanza di questo premio che ogni anno acquista più attenzione e apre un dialogo sempre più vasto sulla fotografia anche attraverso le mostre dei vincitori esposte in galleria. Marco Fioravanti, in rappresentanza di UniCredit & Art, partnership del GRIN con il premio d’acquisto di 5000 euro per il vincitore, ha spiegato la ricchezza della collezione del Gruppo, una raccolta estesa e internazionale che comprende l’arte di tutti i tempi con una particolare attenzione al linguaggio fotografico contemporaneo. Toni Thorimbert ha parlato dell’alta qualità di tutti i lavori, tanti progetti che hanno fatto pensare e riflettere sulla valenza odierna della fotografia italiana.
La serata si conclusa con un brindisi offerto da Gianluca Bisol, che da tempo, per gli eventi del GRIN, offre il suo squisito Prosecco, prodotto nelle terre di Valdobbiadene. E con un brindisi virtuale si sono uniti al pubblico presente, nelle foto proiettate sullo schermo del teatro e scattate sui tetti di Parigi, Martina Bacigalupo, la vincitrice di quest’anno e Paolo Woods, vincitore dell’anno scorso e, come consuetudine del premio istituito dal GRIN, Paolo ha donato a Martina una sua fotografia.


Fotografo vincitore

MARTINA BACIGALUPO

Umumalayika

Martina ci racconta il presente di Francine, una donna africana del Burundi straziata dall’orrendo atto di suo marito che a colpi di machete le ha tagliato ambedue le braccia. Il racconto disegnato dall’obiettivo di Martina si svolge su due piani contrapposti: le immagini in bianco e nero rappresentano con crudezza ciò che Francine è nella nuda realtà di ogni ora del giorno; le immagini a colori esprimono con leggerezza ciò che Francine è nei sogni che l’accompagnano e l’aiutano ad amare la vita ancora, per sempre, nonostante tutto. Non sta in questo drammatico gioco la motivazione prima del premio assegnato dalla giuria. Sta piuttosto nel filo di Arianna tra il mondo reale e il mondo onirico che Martina ha saputo cogliere e fissare con intensa forza espressiva nei ritratti di Francine: proprio nello sguardo di questa donna c’è questo filo, nei suoi occhi che ci guardano direttamente e ci coinvolgono e ci sconvolgono e ci trascinano dal bianco-e-nero ai colori fino a sentirci insieme con lei umumalayika, angeli tra gli angeli accanto all’angelo Francine.


Autore segnalato

DANIELE TAMAGNI

Congo Dandies

Le motivazioni della giuria. Tamagni ci conduce tra i sapeurs di Bacongo, quartiere storico di Brazzaville, capitale del Congo, oltre che tra i sapeurs trapiantati a Parigi e Londra. I sapeurs hanno il culto dell’eleganza, del vestire, dell’apparire come atto di volontà e di ribellione per non essere quello che i pregiudizi e gli stereotipi li obbligano a essere. E realizzano questa metamorfosi attraverso uno stile che hanno in parte rubato a Londra e a Parigi ma hanno reinventato in modi e colori e forme del tutto originali. In questi ritratti di Tamagni c’è una sinfonia di colori e di suoni dove le immagini sembrano davvero uscire accompagnate dai suoni di strumenti musicali. Non è casuale che molti tra i sapeurs da lui fotografati, abbiano legami stretti con il mondo dello spettacolo, della canzone e della musica in particolare. Qui sta la forza e insieme la necessità di una fotografia a colori che disegna un’armonia unica, nell’antica Africa, dove il passato spinge il presente verso il futuro.


Autore segnalato

SIRIO MAGNABOSCO

Giappone

Le motivazioni della giuria. “Il mio lavoro”, dice Sirio Magnabosco, “vuole considerare la realtà interiore in relazione con lo spazio e il tempo. Fotografo quei rari momenti in cui persone sconosciute sembrano essere più in se stesse che nell’ambiente che le circonda…”. Questa è davvero una sfida difficile ma è soprattutto, secondo la giuria, un’idea finalmente nuova nel percorso della fotografia contemporanea, dove tutto o quasi tutto è già stato calpestato ieri e l’altro ieri, dove dire qualcosa di nuovo sembra spesso un’impresa vana. La cultura giapponese più di altre culture si è dedicata a esplorare la dimensione della solitudine individuale, specialmente sui territori della letteratura e del cinema. Questo inizio di discorso che Magnabosco per primo fa nel fotografare l’infotografabile, introducendo l’obiettivo nel mondo sotterraneo dell’introspezione (non solo dentro il soggetto fotografato ma anche dentro noi che guardiamo quel soggetto), ci è sembrata un’avventura che merita di essere incoraggiata e sperimentata fino in fondo.


Miglior libro fotografico

Sent a letter di Dayanita Singh, Steidl 2008.

È un prezioso cofanetto contenente sette piccoli e raffinatissimi libri che racchiudono le immagini di viaggio o di vita personale della fotografa indiana Dayanita Singh.


I FOTOGRAFI FINALISTI

Michele Borzoni Kashmir

Francesco Cocco Le prostituzioni

Fabio Cuttica Colombia, una ferita aperta

Paola De Grenet Albino beauty

Giulio Di Sturco The death of the great mother

Martino Lombezzi Crepe

Giovanni Marrozzini Echi – Emigranti marchigiani in Argentina

Antonella Monzoni Armenia, il primo genocidio del XX secolo

Gabriele Rossi Basilicata

Annette Schreyer Pandora’s box

Terra Project Italia saudita

Riccardo Venturi Tubercolosi