Privacy Policy Cookie Policy Premio Ponchielli 2020

Gabriele Galimberti vince la sedicesima edizione del Premio Ponchielli con il progetto The AmeriGuns, una serie di ritratti in cui orgogliosi americani posano con le loro collezioni private di armi da fuoco. 

Ciro Frank Schiappa con Estado de alarma e Giovanni Hänninen con The missing piece sono i due autori segnalati. 

Una diversa bellezza di Emiliano Mancuso è stato premiato come miglior libro fotografico.

Novità di quest’anno è la menzione speciale. La giuria all’unanimità ha voluto premiare per merito il progetto Chi non c’è, c’è. Le persone nelle case di cura al tempo del coronavirus, ideato dal giornalista Michele Farina, curato da Giovanna Calvenzi e realizzato per l’Alzheimer Fest di Cesenatico da dodici fotografi in trentacinque RSA italiane. Un ritratto corale degli ospiti, dei terapisti e dei parenti delle persone decedute durante la pandemia di Covid-19.

Alla serata del 26 novembre, in molti hanno partecipato virtualmente alla proclamazione del vincitore della sedicesima edizione del Premio Ponchielli. Per la prima volta su Zoom e trasmessa in diretta Facebook causa pandemia, grazie alla regia e alla musica di Diego Ronzio e alla collaborazione del nostro fedele Luca Toccaceli, la proclamazione ha riscosso un grandissimo successo. La giuria, quest’anno presieduta da Marco Damilano direttore de L’Espresso e composta da Mariuccia Stiffoni Ponchielli, Alessio Romenzi, fotografo vincitore della scorsa edizione del premio, Valeria Moreschi della Fondazione Forma per la Fotografia, Maurizio Zanuso della Galleria Bel Vedere e quattro membri del GRIN, Giovanna Calvenzi, Kitti Bolognesi, Laura Incardona e Serena Prinza, ha annunciato in diretta Facebook i fotografi finalisti, il vincitore, i due autori segnalati e il miglior libro fotografico pubblicato tra il 2019 e il 2020. Poi come da prassi, la consegna al vincitore dell’assegno di 3.000 euro e di una fotografia da parte del primo classificato della precedente edizione del Premio, Alessio Romenzi. Naturalmente in diretta.

È possibile rivedere la proclamazione attraverso la pagina Facebook del GRIN. E non solo! Il GRIN riparte alla grande, rinnovando la sua comunicazione e lanciando a breve una versione aggiornata del sito che vuole diventare un punto di riferimento per la fotografia. Un grazie particolare a Roberta Levi per il coordinamento di queste nuove attività, a Lucrezia Lessio Social Media Manager e nostra nuova collaboratrice, e a Daniele Podda che seguirà il nuovo sito. Dal 27 novembre il GRIN si racconta anche attraverso mini video, interviste e molto altro attraverso il suo nuovo profilo Instagram.

Fotografo vincitore

GABRIELE GALIMBERTI

The AmeriGuns

Marco Damilano, presidente di giuria. The AmeriGuns racconta un’America dove le armi sono strettamente collegate alla vita quotidiana. Come riporta Gabriele Galimberti, se ne contano 393 milioni per 372 milioni di persone. Sono tra i bambini, in giardino, nelle aiuole, nella vasca da bagno, in garage. Oggetti di vita comune ostentati con orgoglio, con esibizionismo e in alcuni casi perfino con simpatia. Strumenti che servono per uccidere e che rappresentano una particolare concezione della vita, della società e della comunità. La sicurezza però, come abbiamo imparato quest’anno, non è chiudersi in casa con un’arma ma è cercare di difendersi tutti insieme da un nemico esterno e spesso un nemico che vive dentro di noi. Le fotografie di Galimberti non parlano ovviamente di Covid ma ci raccontano di un altro tipo di chiusura. Quell’America in cui proprio oggi nel giorno del Ringraziamento, invece di concedere la grazia a detenuti condannati alla pena capitale, è tradizione graziare un tacchino.

Autore segnalato

GIOVANNI HÄNNINEN

Missing Piece

Giovanna Calvenzi, membro della giuria. Durante la pandemia e le settimane di lockdown, Hänninen ha riletto Milano a partire dagli spazi pubblicitari lasciati vuoti. Una sorta di filo rosso che si snoda all’interno della città e che lui ha utilizzato per analizzare quelle zone che normalmente sono le più affollate. Protagonisti ex equo di questo viaggio sono appunto gli scorci urbani e i cartelloni pubblicitari. Quest’anno abbiamo visto molti lavori legati alle città vuote ma abbiamo pensato che Missing Piece fosse quello che meglio raccontasse la città, con una visione che è solo falsamente oggettiva.

Autore segnalato

CIRO FRANK SCHIAPPA

Estado de alarma

Le motivazioni della giuria. Un lavoro intimo e intimista. La rappresentazione del proprio universo, l’unico possibile. Le proprie mura domestiche, la famiglia, i bambini, gli spazi da vivere. Immagini personali ma in cui ognuno si è potuto riconoscere perché Ciro Frank Schiappa come ognuno di noi ha dovuto reinventarsi una nuova routine, un nuovo quotidiano, aspettando di poter tornare a vivere in maniera normale, qualunque cosa ora possa significare.

Miglior libro fotografico

Una diversa bellezza di Emiliano Mancuso, ContrastoBooks 2020

Raffaele Vertaldi, photo editor e membro GRIN. Per aver riordinato, sintetizzato e organizzato un lavoro complesso e sfaccettato, e aver dato una forma nuova a tre progetti che sembravano aver già trovato quella definitiva. Per aver fatto dialogare materiali diversi, foto e fotogrammi, diari e testi (vecchi e nuovi), ricordi e speranze, in un libro che è ben più della somma delle sue parti. Per aver dato la possibilità di conoscere – o riconoscere – un autore che ci ha lasciato troppo presto, e aver dimostrato che per verificare il significato di una fotografia non è mai troppo tardi. Per aver restituito con impegno l’impegno civile di Emiliano Mancuso, con generosità la sua generosità personale e professionale, con entusiasmo il suo entusiasmo per la vita e per le vite degli altri.

Renata Ferri, photo editor, giornalista e curatrice del libro. Emiliano sarebbe felicissimo, onorato ed io sono molto contenta, molto orgogliosa perché è un libro in cui ho messo impegno, passione, molto cuore, molto amore. Ho cercato di unire i tre corpi di lavoro di Emiliano, per far conoscere il fotografo, l’uomo. Per dare a chi non l’ha conosciuto un’occasione d’incontro e per chi lo conosceva un oggetto che lo ricordasse. Emiliano è morto nel 2018, a 46 anni. Aveva un po’ abbandonato la fotografia e si dedicava moltissimo al film documentario. Aveva realizzato due film, di cui uno è il Diario di Felix che ho riportato dentro questo libro attraverso i fotogrammi, attraverso il diario che ha tenuto nei due anni di lavorazione. Credo che in questo libro ci sia un’esperienza umana, il percorso di un uomo estremamente generoso che con la fotografia e col cinema ha davvero raccontato l’Italia. Era decisamente un fotografo militante che soffriva enormemente per i disastri di questo paese ma che al tempo stesso amava follemente. Lo ha percorso su e giù per mostrarne le difficoltà ma soprattutto la diversa bellezza degli individui, i volti delle problematiche, cercando sempre l’essere umano, mettendo al centro sempre le persone, le microstorie, cercando in una marginalità per poi costruire un affresco sempre di umanità dolente, guardata con una compassione rara. Grazie davvero a questa giuria perché porta in luce e da la possibilità di conoscere Emiliano Mancuso.

I FOTOGRAFI FINALISTI

Davide Bertuccio Il silenzioso battito delle loro mani

Michele Borzoni How to social distance

Alessandro Cinque Perù, uno Stato tossico

Mattia Crocetti COndiViDendo 19

Edoardo Delille e Giulia Piermartiri Diving Maldives

Andrea Frazzetta Turni di vita o di morte

Mattia Marzorati La terra dei buchi

Gabriele Micalizzi We always see the sunset twice

Lorenzo Pesce Lockdown Kids

Beniamino Pisati Lassù

Christian Sinibaldi Evering Road People

Cristina Vatielli Sin Hombre

Guarda il video dei finalisti selezionati dai photo editor del GRIN e valutati successivamente dalla giuria che ne ha decretato il vincitore.

Premio Ponchielli 2020: i 15 finalisti